Diversi chilometri lo separano da Benevento, città di cui resterà per sempre un figlio adottivo. Stefano Mastroianni, attualmente vigile urbano a Camogli in provincia di Genova, non ha mai smesso di seguire le sorti della strega. La maglia giallorossa tatuata addosso dalle infinite battaglie vissute sul campo non può rappresentare un dettaglio. La delusione per la B sfumata anche quest'anno è ancora fresca, un po' come se avesse vissuto la stagione personalmente, da protagonista. "Non so se definirla maledizione, ma è comunque qualcosa che ci va molto vicino. I play off per il Benevento sono un vero e proprio tabù e anche stavolta si sono confermati tali. E' un peccato, perchè è qualcosa difficile da spiegare".
Quest'anno è giunta la doppia tegola. Oltre alla mancata promozione la strega ha dovuto far fronte anche con le dimissioni del presidente Vigorito: "Non si può dire nè rimproverare nulla ad una società che in nove anni ha investito così tanto nel mondo del calcio. Quella di Benevento è una delle piazze più ambite per un calciatore dalla serie B in giù. In cadetteria ci sono pochi club che possono eguagliare quello giallorosso per organizzazione e struttura. In cuor mio spero che Vigorito torni sui suoi passi, anche se comprendo che è dura non riuscire a raggiungere l'obiettivo nonostante ci abbia messo il cuore. Mi auspico si possa ripartire, magari anche in tono minore, puntando su calciatori in cerca di riscatto ma dal buon potenziale. Quest'anno l'organico giallorosso avrebbe fatto invidia nelle categorie superiori e penso che in B avrebbe potuto competere addirittura per i play off, per questo non riesco a darmi delle spiegazioni".
Fino a marzo tutto sembrava andare per il verso giusto con la squadra avanti di quattro punti in classifica sulla Salernitana. "Sì, ma ho sempre pensato che esistano partite, nell'arco di una stagione, capaci di indirizzare il corso della storia di un campionato. Ecco, forse quela con il Barletta per il Benevento era una di queste. Arrivare all'Arechi con un vantaggio superiore sarebbe stato sicuramente diverso, invece il pari interno con i pugliesi ha un po' affievolito le certezze di un gruppo che fin lì era parso solido. Ma ci tengo a dire che quello che non riesco a spiegarmi è proprio il perchè in altre piazze si riescano a superare momenti simili con grande disinvoltura mentre a Benevento ogni minimo intoppo o episodio ha finito per pesare come un macigno. E' una questione di pura sfortuna a mio avviso, non c'è null'altro. Ogni episodio negativo viene seguito da un'altra serie di dettali sfortunati che poi compromettono la stagione. Un vero peccato che genera un inevitabile senso di angoscia, ma non può girarci tutto male in eterno. Prima o poi...".
Fatto sta che la B ai play off se la giocheranno due squadre del girone A: "Agli spareggi mi aspettavo venisse fuori il vero valore delle squadre, e invece ancora una volta il Benevento ha subito l'onta della sconfitta nel peggior modo possibile. Un tiro cross al 92' ha pregiudicato un cammino che avrebbe meritato senza alcun dubbio di essere più lungo. Quella con il Como era una finale anticipata, se non altro perchè si trattava di una gara unica. Nei doppi confronti è più facile che vinca il più forte. Ci sono rimasto male così come calciatori, dirigenti e tifosi. Ora attendo sviluppi sul futuro, speranzoso che tutto possa rimettersi a posto per tornare a sostenere, seppur a distanza, la maglia che amo".
Francesco Carluccio