Benevento

Una situazione surreale quella che stanno vivendo i dipendenti della Samte, l'azienda della Provincia che nel Sannio si occupa principalmente della gestione dello stir di Casalduni fermo da oltre un anno dopo il devastante incendio dell'agosto 2018. decine di persone al centro di una vertenza che sembra non avere mai fine. Ieri l'ultimo incontro in Regione per scongiurare il loro licenziamento e per far ripartire al più presto l'impianto di Casalduni. “Bonavitacola ci ha assicurato - spiegano i dipendenti e i sindacalisti che questa mattina stanno effettuando un sit-in nella sala consiliare della Rocca dei Rettori per chiedere di parlare con il presidente Di Maria - che la copertura finanziaria per i lavori allo Stir c'è e ha ammonito gli amministratori a far ripartire al più presto gli impianti per uscire dall'emergenza che ormai dura da un anno e 4 mesi”.

I dipendenti chiedono certezza sul loro futuro: “Che ne sarà di noi dopo il 31 dicembre? Perchè i soldi stanziati dalla Regione per far ripartire la filiera della lavorazione dei rifiuti improvvisamente non bastano più?”.

Queste le domande poste dai rappresentanti sindacali e dai lavoratori che ora chiedono di essere convocati ad horas dal numero uno della Provincia.

Sono stanchi di promesse, piani, e strategie elaborate senza “tenere conto delle nostre famiglie”. Ed ancora, e questo resta un dilemma: “Perchè i tantissimi Comuni sanniti debitori di Samte non pagano il dovuto?. La Samte è in crisi anche e maggiormente per quei soldi che non arrivano dai Comuni che per anni hanno conferito i rifiuti presso lo Stir”. I dipendenti, esasperati, sono ora pronti a scendere nuovamente in strada per far valere le loro ragioni e per chiedere chiarezza sul loro futuro e quello delle tante famiglie.
Sul posto necessario l'intervento degli agenti della Digos e della Polizia Scinetifica.