Benevento

Ora la misura è colma. Si è partiti da una gara di calcio, da una sconfitta amara, si è arrivati ad atti delinquenziali. Che c’entra lo sport con le vetrate della tribuna stampa, con un frigorifero, con la scritta dello stadio? Nulla, assolutamente nulla. Lo sport è vita, gioia, condivisione, questi atti sono distruzione, vigliaccheria, inciviltà. Le indagini le lasciamo alla scientifica, ma che tutto questo sia avvenuto dopo l’affissione di manifesti che chiedevano al presidente di tornare non sembra solo un caso. Potrebbero essere state proprio quelle scritte ad armare la mano dei violenti. Oppure no. Resta l’atto delinquenziale che nulla ha a che vedere col calcio.

E’ ora che la parte sana di questa città faccia sentire la sua voce, forte, distinta, chiara. Non si può essere ostaggio di quattro teppistelli, non si può infangare il nome di una città con atti così vigliacchi contro un bene comune, un’opera che è di tutti e non solo di una società di calcio.

Benevento non può rimanere insensibile a tutto questo, la sua storia millenaria, la sua civiltà, impongono di prendere una posizione netta contro i delinquenti che cercano di disonorarla. Ci aspettiamo che istituzioni, politici, gente comune si sollevino con forza contro questa barbarie del ventunesimo secolo.

f.s.