Benevento

Due persone erano accusate di riciclaggio, la terza di violazioni tributarie, ma tutte sono state assolte. Il fatto non sussiste: è la formula con la quale il Tribunale ha assolto questo pomeriggio Giulio Giordano, 48 anni, di Benevento, Nicola Paduano, 32 anni, di Ariano Irpino, e Vincenzo Luciano, 64 anni, di San Martino Valle Caudina.

Il pm Maria Gabriella di Lauro aveva proposto la condanna a 3 anni per Giordano e Paduano, e la dichiarazione di intervenuta prescrizione per Luciano, dei quali l'avvocato Sergio Rando aveva invece sottolineato l'estraneità ai fatti contestati, sollecitandone l'assoluzione.

E' l'epilogo di una indagine condotta dal sostituto procuratore Giovani Tartaglia Pocini e dalla guardia di finanza sul destino dei soldi che Antonio Giordano, papà di Giulio, nel 2009, in qualità di amministratore pro tempore della 'Tas sas', aveva incassato per la vendita ad una società di un opificio industriale di proprietà della 'Tas'. Una vendita fruttata 1 milione e 600mila euro, alla quale Giordano non avrebbe potuto procedere perchè interdetto dagli uffici direttivi e dalle imprese.

Da qui, dopo la denuncia dell'acquirente, gli addebiti di truffa, appropriazione indebita, mancata esecuzione dolosa di pene pecuniarie e inosservanza di pene accessorie avanzati nei suoi confronti ma poi dichiarati prescritti. A seguire, la chiamata in causa, a vario titolo, del figlio e di Paduano, che, secondo gli inquirenti, avrebbero microframmentato la somma, in modo da non consentire che ne venisse ricostruita la provenienza. Un'accusa di riciclaggio che, come detto, è caduta. Mentre è stata dichiarata prescritta quella a carico di Luciano, liquidatore della 'Tas', che faceva riferimento all'indicazione di “elementi passivi fittizi” nel modello unico Sp 2010 presentato nel 2010.