Ha retto davanti ai giudici del Riesame di Napoli l’impianto accusatorio della Distrettuale a carico del clan Galdieri.
Il Collegio (presieduto da Elena Valente, a latere i giudici Paola Coronella e Paola Lombardi) ha ritenuto infondate e quindi le ha rigettate tutte le argomentazioni fornite dai difensori degli arrestati. Nessuna attenuazione delle misure cautelari (in carcere o ai domicliari) per tutti i presunti componenti il clan Galdieri, sottoposti a provvedimenti il 17 settembre scorso: Diego Bocciero, Filippo Chiauzzi, Carlo Dello Russo, Luigi De Simone, Pasquale e Nicola Galdieri, Elpidio Galluccio, Angelo Genito, Antonio Matarazzo, Giuseppe Moscariello, Ernesto e Giuseppina Nigro, Ludovico Nittolo, Mario Rosania, Antonio Taccone e Carmine Valente.
Per i difensori le esigenze cautelari non reggevano di fronte alla vetustà (molto indietro nel tempo) dei fatti reato contestati.
Il Riesame, che ha depositato il dispositivo al termine dei 45 giorni prescritti, ha invece ritenuto fondate le esigenze cautelari: sono validi gli elementi indiziari che portano a ritenere gli arrestati presunti componenti di un’organizzazione criminale di stampo camorristico. Gli episodi contestati dalla Distrettuale sono continuati e reiterati nel tempo. Si tratta di estorsioni, intimidazioni ed attività usuraria sul territorio dei comuni di Avellino, Mercogliano, Monteforte Irpino, Serino, Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Chiusano San Domenico, Montemiletto, Pratola Serra, Altavilla Irpina.
E’ questo il primo filone dell’indagine che poi ha portato a tutta una serie di ulteriori attività investigative ad Avellino. Successivi arresti e perquisizioni hanno disarticolato quella che i magistrati chiamano l’evoluzione del clan Genovese, trasformatosi nel clan Galdieri (Pasquale, detto ‘o milord, ne sarebbe il capo indiscusso) o clan Partenio 2.0.
Riesame: il clan Galdieri esiste, confermati gli arresti
Validi gli elementi nelle mani della Distrettuale. Le motivazioni del tribunale della libertà
Paola Iandolo