Delle parole finali di Pippo Inzaghi, ci piace estrapolare una frase che fotografa alla perfezione la mentalità del tecnico giallorosso: “Queste sono le partite che fanno vincere i campionati”.
L'aveva abbozzata anche altre volte questa considerazione, ma l'ha fatta ora perchè in fondo questo “testa-coda” non gli piaceva affatto. Il Livorno aveva un allenatore nuovo, un nuovo assetto, un'altra mentalità: la sfida coi toscani sembrava un salto nel buio. E per quanto uno vuole essere sicuro della propria forza, non conoscere l'avversario che si andrà ad affrontare non è mai il massimo. Tant'è vero che quando ha saputo che Tramezzani avrebbe giocato col 3-5-2, ha leggermente modificato anche l'assetto del Benevento. “Volevo coprire meglio il campo”, ha detto, tornando al 4-4-2 delle prime giornate. Il fatto è che i suoi giocatori sono in stato di grazia e gli si può chiedere di giocare in qualunque maniera, perchè poi sarà sempre l'atteggiamento a fare la differenza: quando si dice che una squadra è fatta della stessa sostanza del suo timoniere.
La pensano alla stessa maniera, si muovono sempre nella medesima direzione e hanno assorbito come spugne tutti i dettami del loro allenatore. Uno che è capace di voltare subito pagina, che è frenetico come il campionato di B. Che non concede tregua, che sottopone le squadre ad un esame continuo, in tempi ristrettissimi.
E così il pensiero vola già via dall'Ardenza e si concentra sul tour de force di fine anno: tre sfide in nove giorni, il 21 col Frosinone al Vigorito, il 26 a Verona col Chievo, il 29 ancora in casa con l'Ascoli. “Meglio così, ci sarà spazio anche per chi ha giocato di meno”, dice serafico Superpippo.
Al Picchi hanno deciso due bei gol in una partita non bellissima. Al calcio si gioca in due e il Livorno di questi tempi può fare solo tanta confusione e contribuire che la faccia anche l'avversario. Sul piano puramente tattico, l'assenza di Hetemaj si è avvertita: la presenza del finlandese consente a Schiattarella e Viola di giocare con maggiore liberà e brillantezza. Perparim è uno che difficilmente si prende la scena, ma è anche un giocatore di cui proprio non si riesce a fare a meno.
In ogni caso il 4-4-2 ha funzionato ancora, perchè Tello ha dato tutto quello che aveva mettendo in difficoltà Morganella e tenendolo sempre sul filo del doppio giallo, così come Kragl ha coperto bene l'altro versante, giocando per lo più nel campo e proprio da quella posizione trovando il sinistro ciclonico che ha dato il vantaggio alla squadra giallorossa.
Comunque vadano le partite di oggi, il Benevento è già “campione d'inverno”. Un titolo platonico che arriva con ben tre giornate d'anticipo. 37 punti in sedici partite sono appena tre in meno di quelli fatti segnare dalla Juventus dei record del 2006/07. I bianconeri alla sedicesima avevano 31 punti, ma 9 di penalizzazione. Sul campo dunque avevano conquistato 40 punti (12 vittorie, 4 pareggi, nessuna sconfitta, 29 gol fatti, 7 subiti), appunto tre in più del Benevento di Pippo Inzaghi. Numeri simili, che non fanno fare voli pindarici all'allenatore: “Ai giocatori ho detto di godersi questi record, ma che ne devono fare altri perchè le somme si tirenanno a maggio”. Il “martello” ha già sferrato i suoi colpi. Nessuna concessione per tutto quello che di buono è stato già fatto, si guarda solo avanti.