Ha sofferto. Ha temuto di essere eliminato dopo aver espugnato il Partenio-Lombardi solo cinque giorni fa. Ha tremato, sudato freddo e poi ha esultato. Il suo Bologna è in finale. Delio Rossi può tirare un sospiro di sollievo.
"Se non si vuole soffrire, non bisogna andare allo stadio" - spiega il tecnico dei felsinei in sala stampa - "ma andare a vedere il golf. L'Avellino non aveva niente da perdere e ci ha sorpreso con l'atteggiamento tattico di inizio gara, ci hanno fatto gol, poi gli abbiamo preso le misure. È chiaro che quando bisogna rimettere in piedi la partita ti viene il patema d'animo. L'Avellino è stato bravo, ma potevamo gestirla meglio. L'importante è arrivare in finale, siamo col fiato corto come le altre squadre".
Accorgimenti tattici - "Siamo passati alla difesa a tre, perché soffrivamo sugli esterni e ho dovuto togliere un centrocampista. È toccato a Krsticic perché non stava bene e la sostituzione è venuta da sè. In campo oggi abbiamo giocato con una difesa giovane e non volevo rischiare Maietta perché era diffidato e non al meglio".
Mi prendo io i meriti... - "Penso a tutte quelle volte che sono sbattuto io sulla traversa e sono stato eliminato. È il bello del calcio che è fatto fi episodi. Sul tiro di Castaldo l'ha toccata Da Costa? Non lo so, io ho soffiato sul pallone…".
Dall'inviato a Bologna, Carmine Roca