Furbetti del cartellino all’Asl di Avellino. In aula ascoltati altri imputati nel processo che vede indagate 33 persone. Tre le persone ascoltate oggi dal giudice monocratico Paolo Calabrese.
Tutti e tre hanno negato ogni addebito e hanno fornito una loro versione dei fatti. «Non ho mai percepito alcuno straordinario - ha dichiarato un imputato esaminato - anzi. Ho lavorato, spesso, più del dovuto e non ho mai chiesto alcun benefit.
Un’altra persona esaminata ha spiegato che a causa di una malattia di cui è affetta avrebbe potuto usufruire di svariati giorni di permessi per le cure, ma non l’ha mai fatto. Inoltre, ha dimostrato
la sua presenza in ufficio nei giorni in cui vi è stata contestata la sua assenza. Altri due imputati hanno dichiarato che il cartellino è stato timbrato da altri colleghi perché impegnati in altre attività, sempre strettamente legate al lavoro. Stesso discorso per l’ex assessore Arturo Iannaccone che doveva essere esaminato ma per problemi personali il suo esame è slittato al 29 gennaio.
Ad ogni modo il suo avvocato Alberico Villani ha dichiarato che il suo assistito avrebbe potuto sfruttare adeguatamente le assenze previste per gli impegni politici, allontanandosi legittimamente dal posto di lavoro, ma non lo ha mai fatto.