Gerardo Santoli ha ufficialmente lasciato la carica di Amministratore Unico della Scandone a distanza di 83 giorni dal suo insediamento, in concomitanza con il cambio di ragione sociale da Società per Azioni a Società Sportiva Dilettantistica, che diventerà effettiva dal gennaio 2020 anche grazie a una deroga federale, e per effetto della messa in liquidazione del club fondato nel 1948. La Scandone è ora nelle mani del commissario liquidatore Luciano Basile.
Commercialista avellinese, Basile dovrà guidare la società verso la ricapitalizzazione (legata, come noto, alla eventuale cessione delle reti gas da parte della Sidigas) e all’azione sanante ad essa legata che dovrebbe permettere di coprire circa 8 milioni di euro di debiti già inseriti nel piano di ristrutturazione, approvato lo scorso 3 dicembre. Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa, convocata d’urgenza al PalaDelMauro, preceduta da un incontro tra Basile e i dipendenti Scandone di “competenza” Sidigas, tra i quali anche l’ex direttore sportivo dei biancoverdi, Nicola Alberani.
Le dichiarazioni di Santoli - “Ripercorriamo l’iter dal 26 settembre a oggi. Sono stato chiamato dal sindaco Gianluca Festa di concerto con il commissario Francesco Baldassarre e l’amministratore della Sidigas, Dario Scalella. Quello che è stato fatto in quelle ore da me e dal gruppo di persone che mi hanno affiancato è stato qualcosa di unico e incredibile. Lo voglio dire per onore della verità. In poco tempo è stato allestito un roster, facendoci carico anche della vita di tutti i giorni dei nuovi cestisti. Abbiamo pagato tre lodi: due della DoubleB Management, uno del cestista Spizzichini; saldato due rate FIP e, con puntualità, gli stipendi. A oggi, questa gestione non ha lasciato alcun debito ed ha fatto tutto quello che doveva fare. Siamo riusciti a riattivare il discorso del PalaDelmauro, fermo da quattro mesi. Abbiamo dovuto avviare quel che era la campagna abbonamenti riuscendo a sottoscrivere oltre 400 tessere. Ringrazio gli abbonati e coloro che comprano il biglietto. Ci siamo attivati nella ricerca degli sponsor che hanno fatto sì che tutto ciò fosse possibile. Mi ero impegnato nella trasformazione della società professionistica in società dilettantistica. Per fare questo ho convocato un’assemblea lo scorso 11 novembre. In quell’occasione, vedendo il bilancio al 30 settembre 2019, mi sono reso conto che non si poteva procedere alla trasformazione perché il capitale sociale (un milione e mezzo, ndr) era stato completamente azzerato. Tra la ricapitalizzazione e la liquidazione, la proprietà ha scelto la seconda opzione. Il mio ruolo di amministratore, quindi, decade. Ora la palla è in mano ad un commissario. Ringrazio chi, gratuitamente, mi ha accompagnato in questa avventura. Chiedo alla stampa di tenere sempre alta l’attenzione sulla Scandone. La mia esperienza termina qui, ma grazie agli sponsor abbiamo le provviste necessarie per chiudere la stagione nel miglior modo possibile. La proprietà, d’accordo con il sindaco Gianluca Festa, ha individuato nella figura di Luciano Basile il liquidatore della Scandone. La liquidazione serve per procedere al cambiamento di società, dopodiché si provvederà alla ricapitalizzazione. In primavera dovremmo avere una Scandone riorganizzata.”
Le dichiarazioni di Basile - “L’obiettivo resta quello di risolvere la vicenda tutelando i lavoratori. Tutto è finalizzato al piano di ristrutturazione dei debiti, che sarà presentato a breve. Come gli altri ce la stiamo mettendo tutta. Ci mettiamo la faccia e chiedo una grossa collaborazione da parte dei media locali. La Scandone è un patrimonio della città, continuiamo a lavorare nella speranza di risolvere i suoi problemi. La Scandone potrà essere venduta, qualora ci fosse un acquirente. La volontà c’è tutta, andiamo avanti con la speranza di venderla al miglior offerente. La ricapitalizzazione? Si parte dalla trasformazione in SSD. Poi i soci valuteranno come ricapitalizzare: il flusso di cassa arriverebbe dalla vendita di asset della casa madre o da altre risorse. Non dimentichiamo che la Scandone è nel piano di ristrutturazione del debito della Sidigas. I lodi? Sono seguito da un’ottima squadra di tecnici: stanno tenendo le fila con i vecchi cestisti e con coloro che hanno firmato i lodi. I debiti?Emergono dai bilanci, peraltro pubblici. Parliamo di circa 8 milioni di euro. L’incontro con i dipendenti Scandone? Ho voluto conoscere i dipendenti Scandone / Sidigas che sono anche degli importanti creditori. Sono disponibili e con loro si cerca un accordo. Ognuno di noi sta cercando di ottimizzare i costi.”