"Si scrive acqua ma si legge democrazia, anche perchè oltre temila persone a Benevento hanno ufficialmente chiesto il referendum per l'acqua pubblica". Il comitato Acqua Bene Comune di Benevento torna alla carica per far indire il Referendum al più presto, magari "accorpandolo alle prossime elezioni Regionali di primavera prossima" in modo da far risparmiare soldi ai cittadini.
Lo fanno durante una conferenza stampa - indetta nella sede della Cgil - alla quale sono stati invitati anche gli amministratori - presente solo la consigliera di opposizione del Movimento 5 Stelle - Annamaria Mollica.
“La procedura va avanti un po' a rilento. A febbraio scorso – spiega Giovanni Seneca, presidente del movimento Bene Acqua Comune – sono state consegnate al sindaco Clemente Mastella e alla segretaria generale del Comune, Maria Carmina Cotugno. Benevento è dal 1991 che aspettava un regolamento comunale per i referendum. L'amministrazione guidata da Mastella ha fortunatamente approvato l'atteso regolamento”.
Ora però manca un passo fondamentale per l'indizione del Referendum: “il consiglio comunale deve approvare il quesito. Lo statuto del Consiglio prevede che si può dichiarare inammissibile il quesito all'unanimità”.
Per questo motivo il comitato Acqua Bene Comune chiede a Palazzo Mosti “un ordine del giorno che venga portato in Consiglio comunale per approvare il questito. Solo dopo - spiega Seneca - il sindaco potrà indire il Referendum che potrebbe essere accorpato alle Regionali. Il dottore De Minico, presidente del Consiglio comunale mi ha assicurato che presto il quesito sul referendum sarà messo all'ordine del giorno”.
In caso contrario, conclude Seneca, “siamo pronti ad invitare i cittadini a non votare le forze politiche di qualsiasi partito. La concessione a Gesesa scade nel 2022 e per questo serve il referendum consultivo”.
E proprio in merito a questo passaggio, durante la conferenza – presenti Luigi De Giacomo e l'ambientalista Giovanni Picone –, dal Comitato hanno annunciato di aver presentato ricorso al Tar contro le due delibere approvate dal Consiglio Comunale a marzo in favore della Gesesa.
Ora la parola, dunque, passa al Consiglio Comunale.