Quattro scatoloni di documenti trasmessi dalla Procura e che ora dovranno essere fotocopiati e messi a disposizione della difesa. Ecco perché è slittata all’8 luglio la camera di consiglio fissata questa mattina dinanzi al gip Flavio Cusani dopo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, per problemi procedurali legati alla scadenza dei termini, per uno dei tre filoni dell’inchiesta sull’Asl. E’ quello relativo alle spese legali dell’Azienda sanitaria, per il quale sono stati chiamati in causa l’ex direttore amministrativo Felice Pisapia, due dirigenti dell’Asl, Antonio Mennitto e Arnaldo Falato, e l’avvocato Giovanna Perna.
L’appuntamento odierno era stato programmato dopo quello di fine aprile, quando il giudice, sulla scorta di una serie di questioni sollevate dall’avvocato Vincenzo Regardi, aveva disposto, appunto, che l’ufficio inquirente integrasse il fascicolo con altri atti. Quelli arrivati in queste ore. Migliaia e migliaia di pagine, parte del lavoro investigativo diretto dai sostituti procuratori Nicoletta Giammarino e Flavia Felaco e condotto dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria.
Un’attività che dall’ottobre dello scorso anno è stata scandita dalle escussioni, come persone informate sui fatti, di una sfilza di avvocati. Tutti invitati presso la caserma di via Bologna, per un 'faccia a faccia' con gli uomini del tenente colonnello Luca Lauro, che hanno anche acquisito la documentazione prodotta dagli interessati.
Come più volte ricordato, nel mirino degli inquirenti sono finiti circa 15 milioni di euro liquidati ad un paio di dozzine di avvocati tra il 2006 e il 2012. Pratiche al centro di una consulenza curata, su incarico della Procura, dai commercialisti Massimo Zeno e Stefania Viscione. Attenzione puntata sulla domiciliazione, sulla corrispondenza tra la causa iscritta a ruolo e trattata, e sull'importo erogato e le modalità attraverso le quali è stato definito.
L'argomento dei costi legali sopportati dall'Azienda sanitaria nelle gestioni precedenti a quella del direttore generale Michele Rossi, non più in carica, era emerso dai dossier preparati dal suo difensore, Roberto Prozzo. Con un doppio obiettivo: respingere le accuse di Pisapia, secondo il quale l'operato di Rossi sarebbe stato condizionato dalla politica, e accendere i riflettori su quanto si verificava prima che il manager si sedesse, nell'ottobre 2011, sulla poltrona più importante dell'Asl.
Enzo Spiezia