Benevento

Quella contro il Frosinone non sarà mai una partita come un'altra. C'è un passato vivace a rendere la sfida particolare. Questa volta c'è anche la presenza in panchina di due campioni del mondo, Inzaghi e Nesta. Amici per dieci anni al Milan, azzurri a Berlino nella Nazionale di Lippi, ricordi indelebili che passeranno velocemente nella mente di entrambi. Poi ci sarà solo il campo. E le esigenze di queste due squadre ambiziose, che hanno la stessa voglia di serie A, ma che sono partite con un passo diverso in campionato. 

Pippo si è portato avanti col lavoro: ha 11 punti di vantaggio sull'amico rivale, vuole sfruttarli al meglio. Soprattutto vuole cercare di incrementarli prima del passaggio di boa tra l'andata e il ritorno. Inzaghi è lungimirante, sa che in questo campionato di serie B non c'è mai nulla da dare per scontato e soprattutto ha messo in conto che nella fase discendente avrà un bel po' di sfide in trasferta contro squadre ambiziose. Allora mettere fieno in cascina ora che le cose filano per il verso giusto è la cosa migliore da fare. 

L'avversario è di quelli forti, probabilmente il più forte tra tutti quelli che aspirano alla promozione (alla pari col Crotone), con un organico che si è confrontato col grande calcio e che vorrebbe ritornarci in fretta. Nesta ha avuto qualche titubanza in avvio, ha dovuto cambiare assetto tattico e anche accantonare un po' delle sue idee, insieme a quel gioco alla Guardiola che forse mal si addice alla serie B. Il Frosinone ora è più pragmatico e i risultati gli stanno dando ragione.

Il Benevento è partito forte e prende sempre di più coscienza della sua solidità. La cifra tecnica è insindacabile, ma la differenza finora l'ha fatta proprio la forza di volontà, la voglia di vincere, il carattere che è stato plasmato su quello di Superpippo. E' questo il valore aggiunto della squadra giallorossa, che sa da dove è partita e sa perfettamente dove vuole arrivare. E' per questo che domani sera vuole regalarsi un'altra vittoria, perchè è diventata insaziabile come il suo allenatore. Vecchia virtù di un attaccante che ha fatto della cultura della vittoria il suo mantra. 

Prima del “boxing day” Inzaghi ha fatto intendere che giocare tre partite a distanza così ravvicinata sarà l'occasione per far giocare anche chi finora è sceso in campo di meno. Ha annunciato qualche avvicendamento, insomma, ma non il turn over che non gli piace affatto. In campo andranno sempre i giocatori più in forma e domani sera, ad una settimana dall'ultima fatica non c'è esigenza di pensare a qualche avvicendamento. Poi contro Chievo e Ascoli si vedrà.