Benevento

Il taglio delle Province non determinerà risparmi significativi. Una tesi da più parti sostenuta in replica alla riforma varata dal governo sulla modifica dell'assetto degli enti locali.

I numeri però non sembrano confermare l'assunto. Il Ministero dell'Interno ha pubblicato in queste ore il dettaglio delle riduzioni applicate d'ufficio alle Province per effetto della Spending review (legge 89/2014) o, con dicitura più istituzionale, “contributo al contenimento della spesa pubblica”.

Si tratta in ogni caso di tagli, e molto consistenti. Nel solo 2015 infatti la quota che il Viminale ha detratto agli enti provinciali per la spesa corrente è di 900 milioni di euro. Una enormità se si considera che la tanto temuta Imu sui terreni agricoli, oggetto di sommosse popolari e di categoria, ne vale 350.

In tale contesto si inseriscono i sacrifici richiesti, o meglio imposti anche alle Province campane che nel 2015 dovranno fare a meno complessivamente di 120 milioni di euro. Al salasso contribuisce in particolare Napoli (diventata Città metropolitana) con una sforbiciata di 46,4 milioni, seguita da Caserta (31,2 milioni) e Salerno (24,9 milioni). Dieta meno drastica ma pur sempre impattante per la Provincia di Avellino che nel 2015 dovrà rinunciare a 12,5 milioni e Benevento: per la Rocca il conto da saldare è di 6.935.000 euro.

Una voce di risparmio minore in senso assoluto ma rilevante sul piano simbolico è quella relativa alla eliminazione delle indennità e dei rimborsi destinati agli organi amministrativi. I cosiddetti gettoni dei politici, ovvero gli assessori che la nuova legge non contempla più e i consiglieri che l'attuale assetto vuole individuati solo tra sindaci e amministratori comunali, garantiranno un contributo alla riduzione della spesa pubblica pari a 60 milioni di euro. Non tantissimi, ma nemmeno una inezia.

Lo dimostra il dettaglio dei singoli enti. Per quanto riguarda la Provincia di Benevento, la cancellazione dei gettoni determina un risparmio annuo di 392.103 euro, persino superiore a quella relativa ad Avellino (315.882 euro). Entità chiaramente superiori per Salerno (953.423 euro), Caserta (1.273.830 euro) e Napoli (1,5 milioni).

Paolo Bocchino