Avellino

Chiusi uno dopo l’altro a distanza di meno di un mese. A Corso Europa hanno abbassato definitivamente le saracinesche due bar molto accorsati, noti in tutta la città. Continua, così lo stillicidio delle attività commerciali lungo la parallela al corso che, oltre alla crisi, da più di cento giorni devono fronteggiare anche i disagi dovuti al cantiere aperto per i lavori di riqualificazione. Il che si traduce in un flusso di clienti molto ridotto per la difficoltà oggettiva di raggiungere gli esercizi commerciali, tra operai, marciapiedi in rifacimento e strada off-limits.

Lo scorso fine settimana il gestore del “Gatto nero”, locale situato a pochi metri dall’incrocio con via Zigarelli, ha salutato i colleghi commercianti della zona e ha chiuso l’attività avviata e seguita con tanta passione, prima che le perdite d’esercizio diventassero irrimediabili. Una decisione difficile, meditata e responsabile, oltre che non più rinviabile, davanti ad una situazione diventata insostenibile.

Prima di lui, circa quattro settimane fa, alla stessa scelta sofferta, ma momentanea, era arrivato il titolare del bar “Le Dolcezze”, posizionato duecento metri più avanti, all’angolo con via Don Minzoni, e ormai storico punto di riferimento di Corso Europa. Problematica simile, soluzione differita.

Insomma, ad Avellino, e negli ultimi tempi in particolare su questo importante asse viario del centro urbano, ecco qual è l’amara opzione che sempre più lavoratori in proprio sono costretti a prendere per evitare il fallimento e sospendere l’attività commerciale, in attesa, magari, di tempi migliori. O, per i più giovani, con l’intenzione di trasferirsi altrove. Via da una città che sta diventando sempre più matrigna per i suoi figli. Soprattutto con quelli che cercano in tutti i modi, con tutte le loro forze, di restare per costruirsi un futuro nel luogo dove sono nati.

E su questo aspetto anche l’amministrazione comunale ha le sue colpe.

Alessandro Calabrese