Ha alzato la voce talmente tanto che le sue parole si ascoltavano nitidamente al di fuori del salone di rappresentanza dove era in corso la riunione. "Da mesi si ripetono sempre le stesse cose durante le riunioni ma gli impianti nel Sannio ancora non partono" ha tuonato Fulvio Bonavitacola durante l'incontro tra Samte, Ato rifiuti, sindacati, Provincia, Prefettura e Regione. Tutti, compresi i pochi giornalisti in attesa all'esterno hanno ben inteso cosa stesse accadendo in quella stanza: uno strappo tra Provincia e Regione.
Oltre due ore di animata discussione sul destino dei lavoratori della Samte, messa in liquidazione dalla Provincia, sul destino del ciclo dei rifiuti nel Sannio e sulle strutture che necessitano di lavori come lo Stir di Casalduni fermo da un anno e mezzo a causa di un incendio. Al tavolo il viceprefetto Ester Fedullo, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, i vertici della Samte, con l'amministratore unico Carmine Agostinelli, dell'Ato con il numero uno, Pasquale Iacovella, il presidente della Provincia, Antonio Di Maria con il direttore generale dell'Ente, Nicola Boccalone.
Il vicepresidente della Regione, Bonavitacola è arrivato nel Sannio di buonora, anche su invito dei dipendenti della Samte che stanno rischiando il posto di lavoro.
Incontro in Prefettura sui lavori di messa in sicurezza e a norma dello Stir di Casalduni e le opere che dovrebbero permettere la riapertura della discarica di Sant'Arcangelo Trimonte.
Insomma, riunione operativa per pianificare finalmente la ripresa del ciclo integrato dei rifiuti.
Al centro dell'animato dibattito proprio i lavori presso le strutture di competenza della Provincia. Lavori che secondo Bonavitacola non sarebbero stati ancora effettuati. “Solo una replica di decine di riunioni già fatte” ha tuonato Bonavitacola. “Sono mesi che si ripetono sempre le stesse cose ma puntualmente si torna sempre punto a capo e questo non va bene. Io non riesco a capire la ragione di questo incontro solo per dire cose già dette, interventi francamente banali” e finanziati dalla Regione.
Soldi che dovrebbero essere impegnati per far ripartire il ciclo integrato dei rifiuti nel Sannio. “Non so quale sia il problema, sono rammaricato – ha più volte affermato il vicepresidente della Regione e assessore all'ambiente, Bonavitacola -. Facciamo riunioni nelle quali diciamo di dover fare interventi ma che non si riesce a completare. È una cosa frustrante”.
“Liquidazione volontaria non significa fallimento. La situazione della Samte si può riprendere. Ma il problema è che si gira a vuoto per mesi su piccoli interventi da fare. Lo stir è fermo da un anno e mezzo ma non ci vuole granchè per riattivarlo. Abbiamo dato i finanziamenti per l'antincendio ma ora occorre accelerare anche per i lavoratori che hanno comprensibile ansia per il loro futuro”, ha concluso Bonavitacola prima di lasciare il Palazzo del Governo amareggiato e non poco.
No comment da parte di Nicola Boccalone, direttore generale della Provincia che ha lasciato la Prefettura senza voler rispondere ai pochi giornalisti presenti.
“Non è così. I lavori li stiamo facendo e stiamo rispettando il cronoprogramma. Gli investimenti sono in atto e continueranno” ha invece ribattuto l'amministratore unico della Samte, Agostinelli. “Chi sostiene il contrario dice il falso. Attualmente ci sono in atto due investimenti. Il primo allo Stir di Casalduni con l'adeguamento della linea uno, progetto finanziato dalla Regione; poi c'è un finanziamento della Provincia di Benevento per i lavori a Sant'Arcangelo”.
E per i lavoratori Agostinelli non usa mezzi termini: “Per scongiurare un licenziamento collettivo devono accettare l'accordo altrimenti si procede con la procedura di licenziamento collettivo che è già in atto”. Insomma, dopo la riunione di oggi la situazione si è complicata ancora di più. Il 3 gennaio prossimo arriverà da Napoli un tecnico specializzato della Regione che dovrà verificare l'effettivo stato delle opere.
Per ora, purtroppo, un altro anno colmo di incertezze sta arrivando per i lavoratori della Samte, azienda che nonostante tratti rifiuti, quindi risorse, versa in gravissime difficoltà economiche anche, ed è bene ricordarlo, per la situazione di morosità di numerosi Comuni che negli anni scorsi hanno conferito i rifiuti senza pagare la Società provinciale.