Napoli

Le due aggressioni ai medici in un solo giorno hanno destato l’indignazione comune riportando alla luce una piaga che ormai in Campania e a Napoli è diventata normalità, quella della violenza subita dagli operatori sanitari. 

Il dg dell'Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, dopo l’ennesima aggressione, ha annunciato che entro due settimane saranno installate a Napoli le prime telecamere sui mezzi di soccorso.

"Siamo pronti a concretizzare ulteriori azioni deterrenti come le telecamere sulle ambulanze per le quali è già stato disposto l'affidamento, la prima installazione è prevista entro il 15 gennaio" ha detto Verdoliva.

Sulle aggressioni ai camici bianchi è intervenuto anche Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, riferimento legale per oltre 100mila medici e operatori sanitari che ha attivato da un anno il telefono rosso, un servizio gratuito di tutela legale e supporto psicologico.

“Il nuovo anno si apre con due nuove aggressioni a medici e personale sanitario a Napoli - ha detto Tortorella - Sono migliaia ogni anno, e i numeri sono più alti di quello che si sa perchè buona parte dei camici bianchi, come rivelano le segnalazioni che arrivano non denunciano: per vergogna, rassegnazione o timore di ulteriori soprusi. Il fenomeno appare ormai esteso a tutti i tipi di professione sanitaria e non sembra riconoscere significative differenze di ruolo, tanto che vengono aggrediti lavoratori di diverse categorie, dalle ostetriche ai chirurghi. La comunicazione è la prima forma di prevenzione. Le aggressioni sono un problema importante per le ricadute soprattutto psicologiche che possono avere sugli operatori (burn-out) e sui pazienti (compromissione delle relazioni terapeutiche). Gli incidenti violenti non sono inevitabili ma è possibile e doveroso prevederli e prevenirli. Il miglior antidoto per stemperare le tensioni e recuperare il rapporto fiduciario tra medico e paziente, è senza dubbio un solido percorso formativo. Il 10% dei nostri corsi di formazione rivolta ai medici è dedicato al miglioramento del rapporto medico paziente". 

Il sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed rendendo noti alcuni dati bolla mostea un fenomeno che colpisce il 66% dei medici, ovvero quasi 7 su 10. Di questi, oltre due su tre sono stati aggrediti verbalmente, mentre la restante parte fisicamente. Le aree più a rischio sono la psichiatria e il pronto soccorso, ed i pericoli maggiori si corrono nel Mezzogiorno.