Il pubblico Ministero Antonella Salvatore ha iscritto nel registro degli indagati 9 persone, chiamate in causa in relazione alla morte del neonato avvenuta il 31 dicembre 2019 presso la casa di cura Malzoni – Villa Platani di viale Italia ad Avellino.
La Procura di Avellino ha indagato (come atto dovuto) coloro che sono stati in contatto con la giovane madre, una 30enne di Avellino, che aveva in grembo due gemellini.
Si tratta di medici e infermieri che lavorano presso la clinica, per loro l'ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso.
Il pm Salvatore ha inoltre affidato l'incarico per l'autopsia del piccolo per accertare le cause della sua morte. L'accertamento tecnico irripetibile è stato affidato al medico legale Carmen Sementa, all'anatomopatologo Noè De Stefano e al ginecologo Giuseppe Botta. L'esame si terrà domani mattina presso l'ospedale Moscati.
Le parti offese, naturalmente, sono i genitori dei gemellini, entrambi trentenni. La giovane partoriente aveva stabilito insieme al suo ginecologo la data del parto cesareo: il 31 dicembre.
Ma la ragazza il giorno precedente si era sentita male ed era corsa in clinica per accertamenti. Era stata sottoposta ai vari esami clinici dai quali non era emerso nulla di preoccupante. Ed è così che la giovane era tornata a casa per ritornare – come stabilito – il giorno seguente in clinica per il parto.
Solo quando aveva partorito i medici le avevano comunicato che uno dei due gemellini (il maschietto) era nato già senza vita, mentre la femminuccia stava bene. Comprensibile lo choc dei genitori ma anche dei parenti che attendevano nei corridoi della clinica il lieto evento. Immediata la denuncia ai carabinieri cheavevano acquisito tutti i documenti utili alle indagini.