Benevento

Il Procuratore Aldo Policastro li ha ascoltati attentamente per circa un'ora, raccogliendone dubbi e timori. Era ciò a cui puntavano, quando hanno chiesto di incontrarlo, i sindaci di Sant'Arcangelo Trimonte, Rocco Rossetti, in carica dal maggio 2019 – nell'occasione accompagnato da un consulente del Comune, Vincenzo Briuolo – e di Paduli, Domenico Vessichelli, che a mezzogiorno sono stati ricevuti dal capo dell'ufficio inquirente sannita. Al quale hanno espresso la preoccupazione delle comunità che amministrano rispetto alla possibilità che venga riaperta la discarica di S. Arcangelo Trimonte, che, attualmente, ha due lotti dissequestrati (1 e 2) ed altrettanti sui quali restano i sigilli (3 e 4). I due primi cittadini hanno annunciato la redazione di una serie di osservazioni sia in relazione al dissesto idrogeologico della zona, sia al rispetto della normativa ambientale.

Condizioni che, a loro dire, rappresentano un ostacolo importante alla 'riattivazione' dell'invaso come destinazione dei rifiuti provenienti dallo Stir di Casalduni, da tempo alle prese con i problemi scatenati da alcuni incendi divampati nell'impianto di trattamento.

E' l'ennesima tappa di una vicenda che si trascina da anni, scandita da un dramma – la morte di un giovane geometra durante gli interventi di realizzazione -, una serie di proteste, sequestri (dal 2011), dissequestri ed indagini. Nel dicembre 2018 la dichiarazione di intervenuta prescrizione dei reati di truffa e falso contestati ad otto imputati- altri sette erano stati prosciolti al termine dell'udienza preliminare- in un'inchiesta che aveva messo nel mirino i lavori per la discarica.