Montemiletto

Sono duecento le gallerie a rischio lungo tutta la rete autostradale italiana: 105 in concessione a Aspi e 90 gestite da altre società. A rivelarlo è il Consiglio superiore dei lavori pubblici con una lettera inviata a vigili del fuoco e a tutti i provveditorati alle opere pubbliche.

Il documento è stato acquisito dalla Guardia di Finanza di Genova e indica i tunnel lunghi oltre 500 metri che presentano pericoli di incidenti e crolli, non sono impermeabilizzati, sono privi di sistemi di sicurezza, di corsie di emergenza e vie di fuga, luci guida in caso di evacuazione.

In pratica, tutte gallerie non a norma con la direttiva europea 54 del 2004.
Tra i duecento tunnel segnalati dal documento del ministero, spunta anche la galleria Montemiletto (sulla A16 Napoli-Canosa)i cui problemi sarebbero noti all’Uit (Ufficio Ispettivo Territoriale ), che l’ha inserita in un elenco delle criticità più rilevanti “ai fini della sicurezza stradale della rete Aspi”. Le carte in possesso della Procura di Avellino lanciano l’allarme anche su 25 tunnel disseminati tra le province di Pescara, Salerno, Avellino, Ascoli Piceno, Teramo, Chieti e Fermo.

Delle 105 gallerie in carico ad Aspi, una decina si trova lungo le dorsali appenniniche tra Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna. Oltre la già citata Bertè, ci sono la Turchino, vicino Genova, mentre più a Nord la Mottarone, a Verbania; la Coronata sulla A-10, Genova-Savona, limitrofa al viadotto Morandi; sulla A12 Genova-Rosignano ci sono la Monte Quezzi, la Veilino, la Monte Sperone e la Maddalena tra Rapallo e Sestri Levante; sulla A7, la Genova-Milano Serravalle, la Bolzaneto Uno, la Monte Sperone e la Monreale. 

Come comportarsi? Intanto sistono delle prescrizioni per attraversare le gallerie: come limitare la velocità, aumentare la distanza minima tra i veicoli, vietare il sorpasso, il transito per i mezzi che trasportano merci pericolose, infiammabili e tossici; e ancora, connetterle con un centro di controllo e dotarle di approvvigionamento idrico a sufficienza per far fronte ad eventuali incendi.

L’Italia rischia ora una procedura d’infrazione Ue. Solo dopo i crolli di fine anno sono state avviate ispezioni approfondite sulla sicurezza strutturale. La direttiva europea 2004/54, recepita in Italia nel 2006, fissava per le gallerie lunghe più di 500 metri requisiti di sicurezza molto chiari dando tempo fino al 30 aprile 2019 per adeguarsi. Ancora nella primavera il Mit (retto allora dal grillino Danilo Toninelli) ha cercato di ottenere una proroga al 2022 data l’alta concentrazione di gallerie in Italia, ma a ottobre la Ue ha comunicato l’avvio degli atti per una procedura d’infrazione.