Benevento

“La dichiarazione dello stato di emergenza servirà per far fronte ai danni ma occorre mettere in atto interventi di prevenzione”.
Così il capo della protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, dalla prefettura di Benevento. Dal Palazzo del Governo del capoluogo sannita è partito il giro per effettuare sopralluoghi sulle zone colpite dal maltempo dello scorso 21 e 22 dicembre, in particolare a San Martino Valle Caudina, dove sono stati registrati i danni maggiori con il centro praticamente sconquassato dalla furia dell'acqua e in Costiera Amalfitana, che ha dovuto fare i conti con le frane.
Fenomeni che hanno messo in evidenza, ancora una volta, l'enorme fragilità di un territorio che continua a fare i conti con il dissesto idrogeologico.

Insieme al Vicepresidente della Giunta regionale della Campania Fulvio Bonavitacola, Borrelli si è confrontato con il prefetto Francesco Cappetta, il sindaco Clemente Mastella ed il presidente della Provincia Antonio Di Maria

 

“Dall'incontro - ha dichiarato Borrelli – è emerso il quadro di un territorio compromesso da eventi atmosferici particolarmente intensi e abbiamo fatto un quadro degli interventi che saranno effettuati con la dichiarazione dello stato di emergenza ed abbiamo parlato di prevenzione e di come far aumentare la resilienza e la sicurezza delle persone in questo territorio”.

Poi per San Martino Valle Caudino Borrelli ha chiarito: “Bisogna immaginare come intervenire per cercare di realizzare opere che resistano ad eventi estremi. Casi simili riguardano anche tante altre città come Genova, Livorno. Bisogna ripensare e adeguare le opere fatte anni fa e che oggi devono essere ripensate per resistere dinanzi a calamità ben più intense.

Per la fascia costiera “I danni da mareggiate non rientrano negli interventi da Protezione Civile. Lì c'è da fare un'attività di prevenzione strutturale nell'ambito dei programmi degli interventi previsti dal ministero dell'Ambiente. Certo, la dichiarazione dello stato di emergenza ci sarà ma gli interventi che possiamo mettere in campo ora sono il ripristino dei servizi, strade e infrastrutture. Se invece c'è erosione costiera è un problema diverso che non si può gestire in fase emergenziale”.

 

Non è un caso che il primo incontro della visita di Borrelli in Campania si sia tenuta proprio sa Benevento. Il capoluogo sannita è sotto stretta osservazione dopo i dani prodotti dall'alluvione del 2015 in particolare per la sicurezza di alcune zone come Ponticelli e di strutture importanti come il Ponte San Nicola.

“Gli interventi realizzati dopo l'alluvione nel Sannio mitigheranno gli effetti di eventuali altre calamità. Ma c'è comunque necessità di continuare a lavorare con la prevenzione”.

Infine Borrelli si è concentrato su quello che considera il “sistema di protezione civile 2.0” per segnalare allerte meteo.

“Da un anno – ha detto - siamo partiti con un progetto che rivoluzionerà il modo di fare protezione civile, di far arrivare l'allarme direttamente ai cittadini grazie alla piattaforma ItAllert che verrà messa in funzione a metà del 2020. Una tecnologia che ci consentirà di arrivare direttamente ai cittadini dei territori interessati da calamità o eccezionali eventi anche legati al maltempo".

 

“C'è la possibilità di disporre dei fondi dello stato di emergenza deliberato dal Governo – ha aggiunto il prefetto Francesco Cappetta-. L'amministrazione provinciale dovrà quindi presentare dei progetti per fronteggiare le situazioni di maggiore criticità nel Sannio. Credo sia un esito assolutamente positivo”.

 

E proprio questa mattina, con un post su facebook, il sottosegretario al Ministero degli Interni, Carlo Sibilia ha annunciato lo stanziamento governativo di 400 milioni per la lotta al dissesto idrogeologico. Ottanta milioni saranno destinati alla Campania.
 

Non scioglie il nodo sui fondi che occorrono per la sicurezza del ponte San Nicola (2 milioni e mezzo di euro che il Governo, su sollecitazione di Mastella, ha chiesto alla Regione di stanziare) il vice presidente Bonavitacola che per il maltempo annuncia: “La Regione non si tirerà indietro per il ripristino delle condizioni di sicurezza delle zone colpite dagli ultimi eventi. Il mondo ci dice che in varie parti c'è qualcosa che sta cambiando e quindi va cambiata anche la pianificazione. La Campania è un territorio vastissimo. La Penisola sorrentina è delicata e va tutelata anche con misure straordinarie per proteggerla, ad esempio le essenze autoctone non devono essere sostituite”. Infine su San Martino Valle Caudina: “Vanno ricostruite le condizioni precedenti. Bisogna attendere gli studi per progettare il ripristino”.

Ricorda le ferite del territorio Clemente Mastella: “L'alluvione, il terremoto sono ferite gravi. Prevenzione è la parola d'ordine anche per il Sannio. Con la protezione civile immagino un progetto per mappare e mettere in sicurezza gli alberi che si rivelano pericolosi e particolarmente dannosi in caso di maltempo e vanno sostituiti”.