(f.s.) Bè, se proprio serviva qualche dimostrazione concreta di ciò che vuol dire avere Pippo Inzaghi sulla panchina giallorossa, in questi giorni capitolini lo stanno comprendendo tutti. Passi per ieri, quando al Mancini è arrivato Simone Inzaghi. L'amore fraterno va oltre ogni scala di valori professionali. Come dire che Simone è sì uno degli allenatori più stimati d'Italia in questo momento, ma c'era sempre la “fratellanza” a spingerlo a venire a fare un saluto a Pippo al Mancini.
Questa mattina invece non c'era alcun rapporto di parentela tra Superpippo e Francesco Totti, ma “il pupone” non ha resistito alla tentazione e s'è presentato anche lui al Mancini. E' rimasto a lungo, tra l'altro ad assistere al lavoro dei giallorossi, fermandosi per qualche ora in una struttura che conosce benissimo. Un incontro cordiale tra due Campioni del Mondo del 2006, che lo è diventato ancora di più all'arrivo di Foggia, che conosce benissimo Totti. Un bel trio davvero, che col pallone tra i piedi ha fatto la storia di questo sport. Ora sono tutti dall'altra parte della barricata, provando a ripetere quelle prodezze che erano una loro prerogativa quando giocavano.