Benevento

Giugno è da poco iniziato, novità in casa Forza e Coraggio, purtroppo, non ce ne sono. E questa attesa non fa sicuramente bene a una società che deve rimanere nel massimo campionato regionale, il torneo di Eccellenza. Certo, tempo ce n'è ancora, si può sperare che qualcosa possa ancora cambiare. L'attesa continua per il presidente Taddeo.

“E' normale – inizia il presidente Taddeo – che più passa il tempo e minori sono le probabilità di poter risolvere la questione. Certo per iscriversi al torneo di Eccellenza di tempo ce n'è ancora. Possiamo ancora aspettare un mese, in fondo non voglio portare fretta a nessuno e se non si dovesse concretizzare nulla, allora ce ne faremmo una ragione”.

L'attesa, comunque, non ha aiutato il massimo dirigente dei beneventano a ripensarci, le condizioni non ci sono assolutamente.

“Il momento non è dei migliori per investire nel calcio, di questo me ne sono reso conto in questa annata. Ripeto non sarò io a portare fretta alle persone che vorranno intervenire. Giulio Vallone sta continuando a lavorare per cercare di portare quante più persone è possibile che possano dare una mano. Io aspetto con la speranza che qualcosa possa sistemarsi quanto prima”.

Vallone continua a lavorare, continua a cercare, mentre per quanto riguarda la cordata santagatese, la pista sembra raffreddarsi.

“Considerata l'attesa, a questo punto devo pensare che il gruppo di Sant'Agata si sia defilato. Una considerazione che nasce dal fatto che questo poteva essere il momento opportuno per poter entrare in azione. Ma anche per quanto riguarda queste persone, non voglio dare nulla di definitivo, aspetto ancora una loro mossa. Aspettiamo e vediamo quello che succederà”.

E come detto in precedenza, per il presidente Taddeo non ci sono assolutamente ripensamenti.

“Per me è tutto chiuso, aspetto solo che si debba ratificare la chiusura, è solo un particolare burocratico. Anzi, a dir la verità, ho usato questa annata sportiva per rendermi conto che la decisione presa era quella giusta. La considerazione è molto semplice. Dopo un certo numero di anni alla guida di una società, nel bene e nel male, arriva un momento di stanca che porta a prendere una decisione come la mia. E' difficile continuare perchè lo scorcio di crisi è abbastanza pesante e non permette di pensare al calcio ma porta a concentrarsi verso altre priorità”.

Fabio Tarallo