Le donne e il lavoro, storie di successo e di riscatto oggi pomeriggio al Belsito di Manocalzati. Il confronto, promosso dalla Fnp Cisl, è stato aperto dalle testimonianze di Alfonsina Cornacchia e Lorenza Verrillo. Poi spazio anche al mondo della scuola con gli interventi del provveditore agli studi di Avellino Rosa Grano e della professoressa Pellegrina Derna.
Una finestra sul mondo della formazione, naturale e fondamentale passaggio per approcciarsi al meglio al mondo del lavoro. Ai lavori è intervenuto anche la segretaria regionale della Cisl Lina Lucci. «Abbiamo fatto uno sforzo enorme con Caldoro per fargli recepire le nostre istanze, destinando così 250 milioni dei fondi Pac ad anziani e bambini. Una risposta concreta alle donne, agevolate così nel gestire al meglio lavoro e famiglia. Il problema reale è che, nonostante quelle risorse, i soggetti attuatori, ossia i comuni, non hanno ancora messo in piedi progetti concreti, un peccato». Lucci apre subito al confronto con De Luca. «A noi stanno a cuore i problemi reali ed è su quelli che ci misureremo anche con il nuovo governatore».
La segretaria campana non ha poi risparmiato una stoccata alla Cgil. «Ha scelto di rompere con il governo non per una questione sindacale ma squisitamente politica. Renzi ha un problema con la minoranza del Pd e la Cgil è dentro quel ragionamento. E' opportuno che torni al più presto a fare sindacato. In questa partita si è tirata dietro anche la Uil, ma noi abbiamo altre priorità».
Il confronto è stato chiuso dal segretario generale nazionale della Fnp Cisl Gigi Bonfanti. «E' stata una follia allungare i tempi di lavoro, costringendo 67enni sulle impalcature o infermiere agli straordinari. Bisognava ridurre, come abbiamo proposto più volte, gli orari di lavoro, in modo da garantire più spazio ai giovani. Si poteva, e si doveva, immaginare un passaggio di consegne graduale molto utile sia agli anziani, che avevano la possibilità di tirare un po' il fiato, che alle nuove generazioni, alle quali era garantito un ingresso graduale nel mondo del lavoro».
Marco Grasso