"Il centro per la procreazione medicalmente assistita viene ridimensionato e non rilanciato, al netto degli impegni e degli annunci sul futuro". Così il giornalista Gaetano Amatruda, già portavoce del presidente Caldoro e rappresentante dell’associazione "Andare Avanti", sulla vicenda che riguarda la struttura salernitana. "Il Ruggi dispone - dice - di un centro Pma di I livello ma ad oggi, per la mancanza di biologi, non sono garantite adeguate prestazioni. Mancano, poi, quelle di II livello. In questo contesto garantire più spazi ad Enrico Coscioni, consigliere del presidente De Luca, non è una soluzione. Serve accelerare, rilanciare ed investire e non rimodulare gli spazi a danno di alcuni ed a vantaggio di altri".
“Il tema è altro: Coscioni - secondo Amatruda- mette in difficoltà il serio management dell’azienda, la stessa giunta di Santa Lucia che è costretta al silenzio. Per fugare ogni dubbio Coscioni scelga. Sarebbe opportuno decidere fra l’attività di consigliere del presidente o l’attività lavorativa al Ruggi. E persona di valore e sono certo farà di tutto per eliminare ogni dubbio".
Le parole di Amatruda arrivano dopo le precisazioni da parte della struttura commissariale, che aveva rispedito al mittente le accuse di ridimensionamento del centro di procreazione assistita. E dopo aver ricordato il progetto di adeguamento dei locali per quasi 1,3 milioni di euro, la direzione ha precisato che relativamente al personale "è stato avviato specifico avviso per il reclutamento di biologi anche con esperienza nel settore della PMA di almeno due anni nell’ultimo quinquennio ed ha previsto una borsa di studio per il reclutamento di un biologo/biotecnologo".
Non solo. "In merito alla paventata chiusura del Centro di I livello, si precisa che, dovendo procedere ad una riorganizzazione degli spazi all’interno della Torre cardiologica, si è resa necessaria una lieve rimodulazione degli spazi al momento impegnati dalla PMA, garantendo il mantenimento dei requisiti previsti dalla norma, previa comunicazione al Dipartimento di prevenzione dell’Asl Salerno che si è espresso positivamente". Di qui la rassicurazione che "non sussiste nessun rischio di interruzione o chiusura delle attività di procreazione medicalmente assistita" all'ospedale Ruggi.