La Provincia di Avellino va avanti con l'idea del traforo del Partenio senza però dimenticare il progetto dell'asse attrezzato Valle Caudina – Pianodardine: "Sono due percorsi paralleli, necessari entrambi per fare uscire quell'area dall'isolamento – dichiara il presidente Domenico Biancardi che tira dritto e ieri dal consiglio comunale di Avella è arrivato il primo sì al traforo con una delibera di solidarietà verso la valle Caudina.
“E’ chiaro che il progetto va valutato anche dal territorio, ma non comprendo quale sia il nesso tra Summonte e la Valle Caudina - dice Biancardi riferendosi ad un'intervista rilasciata dal sindaco Pasquale Giuditta - e perché si dice che l’opera serve solo a far uscire il Baianese dall’isolamento. Evidentemente si parla senza conoscere il territorio, visto che il Baianese è collegato benissimo. Siamo a un quarto d’ora da Avellino, a venti minuti da Napoli, a quaranta da Salerno, vicini a Caserta. Abbiamo l’autostrada A16, la ferrovia che da Napoli porta a Baiano, quindi di cosa abbiamo bisogno? Di nulla”.
Ma Biancardi non dimentica il progetto dell'asse attrezzato. “Due progetti che camminano paralleli e che la Provincia non trascurerà. All’asse attrezzato abbiamo affiancato anche la proposta del Traforo. Il Comune di Avella non ha solo chiesto alla Provincia di andare avanti, ma ha anche detto di portare la strada ferrata dall’altra parte e prevedere anche in Valle Caudina, a Rotondi e Cervinara la stazione di riferimento in modo da permettere a quel territorio di raggiungere l’Alta Velocità di Afragola in quaranta minuti, non più dopo due ore di treno come accade oggi. Non è possibile che da Baiano alla Valle Caudina ci si impieghi un'ora passando per tre province, Napoli, Benevento, Caserta. Dopo tutto quello che ha fatto Fiorentino Sullo per le infrastrutture in questa provincia. Ecco, qui siamo ancora fermi a Sullo”.
Ma intanto si allarga il fronte del No. Sabato si presenterà il comitato anti-traforo tra i promotori Tony Della Pia di Rifondazione comunista. “Si tratta di un'opera invasiva, costosa e pericolosa perchè andrebbero a lavorare proprio alla base del monte Partenio che ha una serie di vincoli e caratteristiche idrogeologiche. Il nostro non è un no ideologico e' supportato da una serie di analisi scientifiche e tecniche per cui Biancardi deve fare un passo indietro”.