Benevento

Presentato oggi nella sala ex biblioteca del Rettorato dell'Università del Sannio, in Piazza Guerrazzi, il corso di formazione in analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione e valorizzazione di una cultura di legalità “Mafie di ieri e di oggi”.
A moderare i lavori l'avvocato Marcella Vulcano del comitato scientifico. A dare il benvenuto e i saluti alla nutrita platea il rettore di Unisannio, Gerardo Canfora: “Parleremo dell'area grigia: punto in cui mafie e economie legali si incontrano e in cui di fatto avviene un arricchimento della forza sui territori delle mafie, sfruttando le economie legali. Mi piace pensare che questo ateneo formi professionisti, sì, ma anche consapevoli del ruolo che devono e possono giocare nella nostra società”.

E' intervenuto anche il sostituto procuratore nazionale antimafia Marco Del Gaudio: “Un corso del genere ha un ruolo importante: il territorio di Benevento non è solo quello di una provincia tranquilla e periferica rispetto alle realtà imprenditoriali mafiose o direttamente mafiose, sia per il confine con la Valle Caudina sia per il confine col Casertano: la storia dimostra che ci sono sempre state alleanze tra gruppi criminali. Esistono gli anticorpi, forti, dalla Procura alle forze di polizia: un corso del genere serve anche ad operatori culturali perché anche qui la realtà criminale è importante, e io credo molto al contrasto culturale di questi fenomeni.
La percezione della criminalità organizzata è una percezione passata, non attuale: anche il 416 bis fa capire che il reato di mafia non è un reato in cui si spara, ma è un reato in cui si captano risorse, si mettono in scena relazioni e altro atto a controllare il territorio. Area grigia? Direi area bianca ormai”.
 

Nel merito il procuratore capo di Benevento Aldo Policastro ha dichiarato: “La mafia è cambiata molto perché è cambiata la società: oggi è molto attrezzata, professionalmente avanzata e noi dobbiamo pensare a come contrastarla. Penso ad esempio ai big data: se si controllano quelli, e se arriviamo noi dopo la mafia, la nostra vita verrà controllata e manipolata. E' sotto gli occhi di tutti la potenza degli strumenti informatici, e quella secondo me è la nuova frontiera”.
 

E il procuratore aggiunto Giovanni Conzo ha aggiunto: “Bisogna chiedersi perché la mafia permane dopo due secoli: probabilmente per le relazioni in campo economico e politico che è stata in grado di creare. Il problema non è del sud: solo estirpando la rete di relazioni che si sono create si può sconfiggere la mafia. E' importantissimo parlarne: il ruolo dell'Università è fondamentale in questo senso”.

Il prefetto di Benevento, Francesco Cappetta, ha analizzato la situazione di Benevento anche alla luce degli ultimi avvenimenti: “Non credo che oggi in Italia esistano isole felici, il malaffare c'è, e c'è anche qui, forse non nelle dimensioni di altre zone della Campania. Per quanto attiene alle ultime indagini non so, c'è il segreto istruttorio: ma è evidente che problemi di quel tipo ci sono anche qui”.

Per il giudice del tribunale di Benevento, Simonetta Rotili, “un corso di formazione di questo tipo è fondamentale, perché in un contesto come quello attuale, con i fenomeni di illegalità e corruzione dilaganti e trasversali, è necessaria una operazione di rinascita culturale che veda protagoniste le giovani generazioni, che si stanno formando nelle nostre scuole e nelle nostre università. Vanno colti segnali come la sensibilità mostrata dai nostri giovani in ordine alla tutela dell'ambiente, delle diversità, delle minoranze: va colta l'esigenza di riscoprire valori sani, gli stessi che hanno animato uomini che hanno combattuto contro le mafie. Iniziativa lodevole dunque”.