Chiamatela pure intolleranza alle matricole. Il Benevento non riescre a batterne una: all'andata ha pareggiato contro Juve Stabia, Entella, Pordenone. E addirittura ora due volte contro il Pisa, che ha avuto l'onore di scippargli tra andata e ritorno ben quattro punti. E' un po' il destino delle “riprese”, la sosta incrosta qualche meccanismo e per riprendere ai soliti ritmi serve un po' di tempo. Il Benevento ha sbagliato parte della prima frazione, che non è piaciuta neanche a Pippo. Troppo larghi i centrocampisti centrali, troppa densità da parte del Pisa proprio in quel settore del campo, dove, non dimentichiamolo, mancava Hetemaj (attacco influenzale). Tello da una parte, Viola dall'altra hanno fatto quasi gli esterni e Schiattarella s'è rtrovato spesso da solo a fronteggiare un nugolo di avversari. Col 4-4-2 nella ripresa, il Benevento ha coperto meglio l'ampiezza e tutto è diventato più logico. E lì avrebbe potuto vincere, come sempre. Ma la serata non era di quelle favorevoli: due nuovi infortuni (Tuia e Tello, speriamo non si tratti di nulla di grave) e tanti gol falliti per negligenza. Superpippo l'ha detto: “Quando queste partite volgono in una certa direzione, si possono anche perdere. Sono gare stregate, ma per le occasioni avute avremmo meritato la vittoria”.
Ecco le pagelle.
Montipò 6 – Prende gol dal suo compagno di squadra Tuia, per il resto deve fare davvero ben poco.
Maggio 6,5 – Gioca una partita ricca di slanci, sta bene e si vede. Ma non sempre gli fanno il passaggio giusto sulla destra. E nel finale pesa quel pallone che “mastica” sotto al piede come fosse un chewing gum: peccato, poteva essere il gol dell'ottava vittoria di fila. Il record è mancato.
Tuia sv – Inizia con qualche difficoltà e con quell'intervento maldestro con cui infila il pallone nella porta di Montipò. Poi si fa male, speriamo non sia nulla di grave.
22' pt Volta 6,5 – E' una sicurezza, duro, spigoloso, anche cattivo quando serve. La coperta corta in difesa lascia i piedi fuori, ma almeno con lui il Benevento è in buone mani.
Caldirola 6 – Soffre il piccolo Fabbro come nessuno in questo campionato. Non è una grande prestazione, ma può capitare contro avversari di diversa stazza fisica.
Letizia 7 – Propositivo come sempre, dai suoi piedi arrivano quasi tutti i palloni più importanti per far gol. Uno di questi se lo divora Kragl.
Tello 6 – Non sarà mai l'Hetemaj della situazione. Soprattutto in avvio va in difficltà sul suo versante e lascia spesso solo Maggio. Poi anche lui si infortuna. Non è un buon momento sotto l'aspetto degli inconvenienti fisici.
7' st Improta 6,5 – Come sempre entra e rischia di spaccare in due la partita. E' una scheggia sulla fascia sinistra e si inserisce con facilità. Il 4-4-2 in quel momento si addice di più alla strega che finalmente riesce a giocare bene anche in ampiezza.
Schiattarella 6 – Un tempo in difficoltà, ma da solo non può fronteggiare tutti i “soldatini” del Pisa. Poi si riprende e gioca un buon secondo tempo.
Viola 6 – Anche lui gioca un primo tempo in cui non si ritrova. Troppo avulso dal gioco e poco propositivo. Col 4-4-2 al centro va molto meglio.
Kragl 6 – La sufficienza per la volontà che ci mette. Ma sul piano delle scelte di gioco non ci siamo. Sbaglia tanto ed è poco dinamico. Si divora un gol fatto, di quelli che non ti fanno dormire la notte. Per di più non gli fanno tirare una punizione.
Sau 7 – Il migliore finchè è in campo. Semina avversari sul versante sinistro e mette al centro palloni invitanti, come in occasione del gol. Si spegne un po' nel 4-4-2 andando a fare la punta a fianco a Coda.
34' st Moncini sv – Esordisce in un momento di grande confusione. Ci sarà tempo per vederlo all'opera.
Coda 6,5 – Segna un gol di rapina e ne sbaglia qualcun altro, come è nelle sue abitudini. Un liscio in piena area non è da quel bomber che è. L'impegno non si discute.
All.: Inzaghi 6,5 – Lo aveva detto: “Ricominciare è sempre complicato”. Non gli è piaciuta almeno metà del primo tempo, poi ha rimediato anche lui ad un assetto poco adatto al gioco del Pisa. Col 4-4-2 tutto è andato molto meglio. Voleva un altro record, ci teneva. Ma lui non è tipo che si fasci la testa dopo un pareggio casalingo.