La novità è arrivata sul finire di un'udienza che nelle previsioni doveva essere occupata anche dalla requisitoria del pm Assunta Tillo. E' invece slittata al 6 febbraio, quando, su decisione del collegio giudicante, sarà anche ascoltato Fra Pietro Cicinelli, legale rappresentante del Fatebenefratelli, parte offesa nel processo nato dal filone politico dell'inchiesta sull'Asl.
Dovrà rispondere alle domande su una delle storie al centro delle indagini: quella che riguarda il bar del Fatebenefratelli. Una vicenda racchiusa nell'accusa di tentata concussione contestata a Michele Rossi, ex direttore generale dell'Azienda sanitaria, e all'ex parlamentare Nunzia De Girolamo – anche questa mattina in aula -, che, secondo la Procura, avrebbero cercato di costringere Fra Pietro Cicinelli, “attraverso una intensificazione dei controlli da parte dei funzionari Asl sulle prestazioni sanitarie erogate, ad adottare ogni provvedimento idoneo a far rilasciare alla ditta 'Mario Liguori srl' i locali occupati, così da consentire la stipula di un nuovo contratto per la gestione del bar con Giorgia Liguori, cugina della De Girolamo”.
Si tratta di uno dei capitoli emersi dalle registrazioni operate da Felice Pisapia, ex direttore amministrativo dell'Asl, nell'abitazione paterna di De Girolamo. Registrazioni sulle quali ha deposto, come consulente della difesa della stessa De Girolmao, l'ingegnere Marco Zonaro, secondo il quale “il segnale, di cui non sono emerse interruzioni vere e proprie, potrebbero essere stato ricampionato o ri-registrato”. Ha precisato “di non sapere perchè ciò sia avvenuto: esistono delle anomalie, delle discordanze tra progressivi e date delle conversazioni, ma non so quali eventi possano averle generate , anche perchè non ci sono a disposizione ne l'apparecchio utilizzato, un registratore digitale, né indicazioni sul modello e sulla marca”.
Dinanzi al collegio giudicante si è seduto, sempre per De Girolamo, Fabrizio D'Esposito, del Fatto quotidiano: “Nel 2013 mi dissero che Pisapia offriva in giro registrazioni sull'Asl che stavano a cuore a quella parte del Pd che faceva riferimento ad Umberto Del Basso De Caro, io ebbi l'incarico di sentire De Girolamo...”.
Oltre a Pisapia, De Girolamo e Rossi, a giudizio ci sono anche Gelsomino Ventucci, ex direttore sanitario, Arnaldo Falato, ex responsabile budgeting, Luigi Barone, Giacomo Papa, collaboratori di De Girolamo, e il sindaco di Airola Michele Napoletano.
Le accuse vanno, a vario titolo, dall'associazione per delinquere, alla concussione (anche tentata) alle minacce e alla turbata libertà degli incanti; dal falso all'abuso d'ufficio (anche tentato) e all'offerta di un'utilità per ottenere il voto elettorale.
Sono impegnati nella difesa gli avvocati Vincenzo Regardi, Claudio Botti (per Pisapia), Roberto Prozzo (per Rossi), Domenico Di Terlizzi e Giandomenico Caiazza (per De Girolamo), Paolo Abbate, Emilio Perugini (per Venttucci), Mario Verrusio (per Falato), Vincenzo Sguera e Gaetano Coccoli (per Barone), Salvatore Verrillo (per Papa), Luigi Supino (per Napoletano).
Per le parti civili gli avvocati Gerardo Orlando (Fatebenefratelli), Natale Polimeni (Sanit), Giovannina Piccoli (per Giovanni De Masi e Antonio Clemente) e Annamaria Ziccardi (Asl). Dopo il 6 febbraio, il processo proseguirà il 16 aprile ed il 7 maggio, quando potrebbe esserci la sentenza.