Benevento

Il fatto non costituisce reato. E' la formula con la quale il giudice Gelsomina Palmieri ha assolto, al termine di un rito abbreviato, Stefano Lucci (avvocato Antonio Leone), il 28enne ingegnere di Buonalbergo che la guardia di finanza aveva arrestato il 29 dicembre del 2017 per la detenzione illegale di fuochi pirotecnici – 'cipolle' ed altro materiale – ritenuti pericolosi per un quantitativo di polvere pirica superiore a quello consentito, tanto da essere classificati come armi o munizioni da guerra.

Il giovane era stato fermato alla guida di un Fiat Doblò nel quale erano stati rinvenuti i 'botti', acquistati, in vista del Capodanno, su una bancarella a Napoli, con i soldi sborsati anche da altri quattro amici con i quali avrebbe festeggiato la notte di San Silvestro.

Sottoposto ai domiciliari, era stato immediatamente rimesso in libertà, dopo la convalida, dal gip Flavio Cusani, che non aveva ravvisato l'esistenza nè delle esigenze cautelari, né della gravità indiziaria.

Questa mattina l'udienza, nel corso della quale il pm Flavia Felaco aveva proposto la condanna ad 1 anno. Opposte, ovviamente, le conclusioni del difensore, che aveva chiesto l'assoluzione del 28enne dopo aver insistito sulla sua mancanza di consapevolezza del quantitativo di polvere presenti nei fuochi - e, dunque, della loro pericolosità -, la cui classificazione era arrivata, in modo compiuto, solo dopo una consulenza disposta dalla Procura.

A seguire, la sentenza: assolto perchè il fatto non costituisce reato.