Benevento

Arriva un altro pareggio casalingo dopo quello contro il Pisa. Il paradosso sta nel fatto che dopo aver perso un punto in media inglese, la strega ne ha guadagnato uno reale sul Pordenone secondo (a 16 punti) e sul Crotone che è terzo (a 17, insieme al Frosinone). Non è stata una partita per esteti del calcio, né poteva esserlo visto che la Salernitana ha impostato il suo gioco tutto e solo sulla fisicità, approfittando della “miopia” evidente del signor Illuzzi di Molfetta, direttore di gara inadeguato per una partita di tale importanza. Peccato, perchè la cornice di pubblico avrebbe meritato miglior spettacolo. L'arbitro ha sorvolato su troppi falli, ha arbitrato, come si dice, all'inglese, consentendo alla squadra di Ventura di andare oltre il lecito (Gondo andava assolutamente espulso per il fallo su Caldirola). Poi proprio sul finire ha cacciato via Improta, reo di un fallo solo accennato. Valutazioni censurabili.

Ecco le pagelle del Benevento.

Montipò 6 – Non è la sua migliore serata. In avvio si concede un'uscita spericolata che rischia di regalare il gol ai granata. Sul gol non sembra eccessivamente reattivo, su quel pallone però lui è l'unico che può neutralizzare l'altezza di Djuric.

Maggio 6 – Anche lui sul gol del colosso salernitano si lascia travolgere. Quei palloni sono difficilissimi per i difensori. E' costretto spesso a usare le maniere forti su Kijne, ma le randellate dei salernitani arrivano anche a lui. Era diffidato, becca il giallo e sarà squalificato.

Volta 6,5 – Gioca la sua partita senza condizionamenti, accettando lo scontro fisico con i giganti salernitani. Spesso i duelli li vince lui.

Caldirola 6,5 – E' il solito combattente e non lesina energie. Gondo gli rifila una rendellata a metà ripresa con un cartellino giallo già sulle spalle. Meriterebbe il rosso, ma Illuzzi lo grazia. La prestazione di Caldirola è come sempre di ottimo livello.

Letizia 6 – Deve vedersela con l'ex Lombardi che parte a mille, ma che poi rallenta la sua azione fino a defilarsi. Il granata però si concede il cross del gol, perfetto per la testa di Djuric. Per Gaetano una prova a metà, grintosa con qualche sbavatura.

Hetemaj 6 – Fa a spallate con i giganti del centrocampo granata. Lui che è abituato a non tirare mai il piede indietro, più di una volta rimane a terra colpito. Anche lui inizia col freno a mano tirato, poi chiude in crescendo.

Schiattarella 6 – Una partita dai due volti. Il primo tempo lo vede spesso arrancare nel marasma di maglie bianche, nella ripresa prende come sempre il timone della barca e la guida come sa.

Viola 5,5 – Una prestazione al di sotto delle sue possibilità. Non trova la posizione, si allarga forse troppo e non riesce a dare concretezza al suo gioco. Per questo Inzaghi toglie lui per passare al 4-4-2.

19' st Improta 6,5 – E' ancora lui che spacca la partita, ha una vivacità incredibile e una voglia pazza di punire la sua ex squadra. Propizia il gol di Sau, coglie una traversa e la sfiora con un altro tiro. Alla fine l'ineffabile Illuzzi gli sventola il cartellino rosso in faccia per un'intenzione di fallo. Non meritava di terminare espulso.

Kragl sv – Aveva iniziato bene, col fisico che si ritrova sarebbe stato prezioso. Invece fa le spese di un'entrataccia di Dziczek che gli rovina addosso senza neanche che Illuzzi intervenga.

20' pt Insigne 6 – Gioca una buona gara nonostante sia un ”peso piùma” tra i corazzieri granata. Sfiora anche il gol.

Coda 6 – E' la solita grande prestazione di sacrificio. Ha il merito di far partire l'azione del pareggio. Ma non riesce quasi mai a rendersi pericoloso.

Sau 7 – Col pallone fra i piedi è di quelli che mettono in maggiore difficoltà i granata, anche se specie nel primo tempo spesso si incarta. Nella ripresa trova il gol del pari, il suo sesto centro stagionale.

33' st Moncini sv – Entra negli ultimi minuti, non è semplice essere determinante in un moemnto così. Comunque si dà un gran da fare.

All.: Inzaghi 6 – Mai visto così arrabbiato. Ma il suo ragionamento non fa una grinza: “Gli avversari picchiano e noi finiamo la partita in dieci: c'è qualcosa che non funziona”. Ha assolutamente ragione, la sua squadra ha sofferto la fisicità della Salernitana che spesso si è trasformata in fallosità. Forse attende un po' troppo per passare al 4-4-2 allargando il gioco in ampiezza. Quando lo fa il Benevento prende le redini del gioco in mano e rischia di vincere.