Un calvario di minacce e paura durato quasi dieci anni, quello vissuto da un commerciante salernitano, tra Cava de' Tirreni e Salerno, vittima di estorsione ed usura dal 2011 al 2018, l'anno in cui aveva deciso di denunciare alla Direzione investigativa antimafia tutto quello che stava subendo.
Una vicenda per la quale questa mattina, alle prime luci dell'alba, sono state arrestate 5 persone - 4 in carcere, l'altra ai domiciliari - ritenute responsabili dell'incubo.
E' quanto emerso dall'indagine della Dia di Salerno, che dal 2018, ha iniziato a seguire la vittima e a controllare tutti gli spostamenti degli uomini che in questi anni lo avrebbero minacciato per farsi consegnare il "pizzo". Indagini supportate anche da intercettazioni telefoniche e dal sequestro, in casa di uno degli indagati, di circa 24mila euro in contanti.
I cinque sono gravemente indiziati di usura ed estorsione, aggravate dal metodo mafioso, perchè "approfittavano dello stato di bisogno di un imprenditore nel settore dell'abbigliamento. Si facevano consegnare in cambio di prestiti, corrispettivi usurari, con minacce e talvolta anche episodi di violenza".
Uno degli indagati, in questi anni si era finto un'altra persona, decantando volutamente le sue gesta criminali per intimorire la vittima.
Anni di soldi dati e mai restituiti, cifre che si aggirano intorno agli 800 mila euro in quasi 10 anni. Cifre che hanno portato l'imprenditore salernitano a chiudere l'attività a Cava de' Tirreni, dichiarando il fallimento della stessa. Cifre che, però, non sono riuscite a piegare l'uomo - attualmente sotto tutela delle forze dell'ordine - che ha continuato a gestire un altro negozio d'abbigliamento a Salerno.
"Nel 2018 ha avuto il coraggio di denunciare. Si è presentato di sua spontanea volontà alla Dia denunciado di essere vittima di usura da parte di diversi individui", ha dichiarato il colonnello Ferrara. "Da quel momento, grazie al suo aiuto, siamo riusciti a ricostruire per filo e per segno tutto quello che ha subito e che continuava a subire anche in nostra presenza. Ultimo incontro nel dicembre 2019. La vittima era costretta a consegnare decine di migliaia di euro al mese, fino a quando ha deciso di denunciare".