Quando approdò in Irpinia, all'alba della stagione 2013/2014, ingaggiato con un contratto triennale dopo essersi svincolato dal Cittadella, al termine di un gran biennio, bastarono pochi minuti per capire che l'Avellino aveva piazzato un gran colpo. Ma quest'anno, complice una buona dose di sfortuna, materializzatasi sotto forma di infortuni, non è riuscito a ripetersi. Potrebbe essere giunta al capolinea l'avventura in biancoverde di Eros Schiavon, scivolato dai titolari inamovibili alle riserve dopo un campionato travagliato.
Un'annata da incorniciare - Trentanove presenze e tre gol in campionato; quattro in Coppa Italia: per Eros Schiavon la prima stagione con la maglia biancoverde, iniziata il primo luglio 2013, è da incorniciare. A confermare l'annata magica sono anche i sei assist: cinque nella stagione regolare, uno un Tim Cup. Guadagna così la palma di uno tra i migliori centrocampisti della Serie Cadetta. L'Avellino manca i play off solo all'ultima giornata, ma dopo aver contribuito alle fortune del Cittadella, con 10 reti in 77 uscite, i lupi possono ritenersi più che soddisfatti di aver puntato sulla mezzala di Piove di Sacco.
"San Nicola" fatale - La seconda annata di Schiavon ad Avellino inizia sotto i migliori auspici: è suo il primo gol stagionale. Lo realizza al Venezia nel secondo turno di Tim Cup. Parte forte, Eros, che trova un grande assist per Castaldo, che firma il blitz al "Francioni" di Latina. Sembra essere iniziata un'altra avventura ricca di soddisfazioni, ma dietro l'angolo c'è un infortunio penalizzante. Al 68' di Bari - Avellino si procura una lesione di secondo grado al flessore della coscia sinistra. Resta fuori sette partite, rientra a Pescara e si capisce che la mala sorte non ha intenzione di smettere di accanirsi: cartellino giallo dopo quattro minuti di gioco. Era diffidato e viene squalificato per una giornata. Rientra al "Provinciale" di Erice, contro il Trapani: l'Avellino viene travolto 4-1. Prima della quinta giornata di ritorno, accusa un problema al polpaccio sinistro: salta il match con il Frosinone; solo panchina contro il Livorno la domenica successiva. Scivola gradualmente nel dimenticatio, saltando anche Avellino - Entella per somma di ammonizioni ed andando in tribuna in due delle ultime tre partite della stagione regolare, contro Bologna e Trapani, per via di una contusione alla caviglia e al collaterale destro. Il calvario si chiude nei play off: contro lo Spezia gioca solo 25 minuti; contro il Bologna 36, prima di accomodarsi in panchina nella semifinale di ritorno al Dall'Ara. Rastelli gli preferisce Almici, contro il Pescara, e Regoli, nella semifinale di andata. Entrambi adattati al ruolo. È il segnale che nelle gerarchie Schiavon non è più una prima scelta. E allora, potrebbe essere arrivato il momento dei saluti.
Marco Festa