Un'assemblea pubblica per lanciare un messaggio alla città e alla politica sul caso Isochimica. Questa mattina, sindacati ed ex operai hanno rilanciato l'appello per non richiamre l'attenzione sulla ex fabbrica dei veleni.
«Se siamo qui è perché crediamo che ci deve essere un futuro con tutti i problemi, con tutte le criticità, ma ci deve essere necessariamente un futuro, perché oltre che figli di questa terra, sono cittadini e lavoratori a cui non possono non essere date risposte. Se siamo qui, ci sono due ordini di motivi: uno è quello di mandare un messaggio chiaro alle istituzioni e alla politica, che non abbiamo dimenticato questa gente. Tutti insieme dobbiamo vedere come risolvere il problema dei 30 ex operai che sono rimasti esclusi dalla possibilità di poter accedere a requisiti previdenziali e quindi pensionistico e dall’altra parte di fare finalmente uno screening con attività sanitarie preventive».
E a proposito di prepensionamento Fiordellisi specifica: «Una cosa è il documento fatto a settembre, altra cosa la discussione che sta avvenendo nel decreto “milleproroghe”. Sostanzialmente c'è una discussione generale oggettiva sull'attività previdenziale ma quel passaggio utile e fondamentale per risolvere la questione degli ultimi 30 lavoratori è sostanzialmente ferma appesa».
E poi l’assemblea di questa mattina è stata anche occasione per trasferire il processo da Napoli ad Avellino. «Quando una sensibilità di una città non c’è, (sembra che si voglia nasconde ere un fatto che c’è stato in questi anni,) è una città che non vuole fare i conti con se stessa. Anche se non ci sono impianti idonei per seguire le ultime udienze, noi continuiamo a fare la richiesta di trasferimento del processo. i cittadini devono fare i conti con la loro coscienza e con la loro storia».