Benevento

Benevento e Cosenza si ritroveranno domenica sera in un testacoda impietoso. Per un semplice caso entrambe sono intente a leccarsi le ferite dopo l'ultima battaglia sul campo. Tutte e due hanno avuto qualcosa da ridire sulla direzione arbitrale, nessuna delle due per ora ha urlato la sua rabbia come è ormai usuale nel mondo del calcio (magari per cercare di ottenere maggiore attenzione). 

Gli arbitraggi in serie B sono comunemente poco brillanti: non c'è il Var, non c'è la “goal line technology” che consente di vedere se la palla ha attraversato del tutto la linea di porta. Gli arbitri se la devono vedere da soli, col supporto dei loro assistenti, raramente di un quarto uomo che sembra essere lì solo per impedire agli allenatori di oltrepassare la fatidica linea di rispetto davanti alla panchina. Insomma, in attesa del Var e delle altre tecnologie, questo è! Prendere o lasciare.

Ciò non toglie che le conseguenze le pagano le squadre, costrette a fare i conti con espulsioni e infortuni non sempre dovuti al caso. Da questo punto di vista le gestioni delle gare non hanno mai una direzione univoca: c'è chi tollera il gioco fisico, chi invece al primo contatto estrae il cartellino giallo. Complicato districarsi, le squadre, oltre che le caratteristiche degli avversari, devono conoscere anche quelle degli arbitri. Una considerazione viene spontanea: se il derby fosse stato diretto da un arbitro intransigente si sarebbe visto sventolare qualche cartellino in più.

Ormai è andata, conviene guardare avanti, sperando di poter giocare di più al calcio anziché cercare di evitare le entratacce degli avversari.

Dicevamo delle conseguenze. Kragl starà fermo per un po', si teme per lui una lesione muscolare. Ma, è bene sottolinearlo, quello del tedesco è stato un infortunio provocato. Basta rivedere le immagini dell'entrata del polacco Dziczek (che il telecronista di Dazn insiste nel considerare “pulita”) che arriva su Kragl senza neanche guardare il pallone, colpito, quello sì, per pura casualità.

Poi c'è la parte disciplinare: Maggio, per somma di ammonizioni, Improta, perchè espulso, dovranno saltare Cosenza. Le assenze cominciano ad essere tante in casa giallorossa: Kragl, Maggio e Improta vanno ad aggiungersi a Tuia, Tello, Vokic e Antei. Inzaghi avrà il suo bel da fare per ricostruire l'undici base. Sin d'ora sembra naturale escludere il 4-4-2, considerata l'assenza certa di due esterni come Improta e Kragl. Da prendere in considerazione l'impiego in difesa del neo acquisto Barba e magari in attacco di Gabriele Moncini. Fermo restando che almeno in difesa qualche modifica strutturale dovrà per forza esserci.

COSENZA. Quella silana è una delle formazioni più sfortunate della B: molte delle sue sconfitte entrano nel campo della casualità. Certo, qualche problema, soprattutto dietro ce l'ha, ma quella di Braglia sembra squadra certamente migliore di tante altre che bazzicano le zone basse. Per domenica dovrà fare i conti con ben tre squalificati: Kanoutè e Sciaudone, che sono stati espulsi, e il portiere Perina, che era diffidato ed ha subito la quinta ammonizione. Poi bisogna fare i conti con l'infermeria: il centravanti Riviere è uscito dal campo in lacrime, D'Orazio sulla “macchinetta” per gli infortunati e qualche problema sembra averlo anche il centrocampista Prezioso, prelevato recentemente dalla Vibonese (ma di proprietà del Napoli). Anche Braglia, che la società calabrese sembra intenzionata a confermare nonostante le 4 sconfitte di fila, dovrà fare la conta prima di scegliere l'undici da mandare in campo.