Mentre la Curva Sud, ricompattandosi, ha invitato a disertare il “Partenio-Lombardi” e le trasferte, l'Avellino vive l'ennesimo caos societario. Poco prima della mezzanotte di ieri, il presidente Luigi Izzo ha diramato un comunicato stampa per contestare, nuovamente e pubblicamente l'operato dell'amministratore unico Nicola Circelli, anche per ciò che concerne trattative di mercato condotte in parallelo rispetto alla sua conoscenza, e invitato il socio a “passare dalle parole ai fatti”: rinnovato l'invito a cedere le proprie quote, sue e della sua cosiddetta “area” (Riccio, ndr), in modo di permettergli di gestire direttamente il club e favorire l'ingresso di imprenditori irpini. Già questa mattina, Izzo ha convocato, per questo pomeriggio, la “controparte” presso uno studio notarile dove procedere al passaggio di consegne. Se così non fosse, il club biancoverde potrebbe clamorosamente tornare nelle mani del Tribunale di Avellino poiché la Co.Vi.Soc. non attenderà oltre il prossimo 7 febbraio per l'integrazione dei documenti, relativi alla solvibilità economica dei singoli dirigenti, ancora lacunosa per quanto concerne alcuni soci. In mancanza degli incartamenti richiesti, non verrà omologata la cessione stipulata lo scorso 6 dicembre a Napoli generando, indirettamente, un effetto domino che potrebbe ripercuotersi sul pagamento degli stipendi di novembre e dicembre, con scadenza 16 febbraio, ed annesso pericolo di ammenda e penalizzazioni in classifica dai 2 ai 4 punti.
Caos Avellino, Izzo convoca i soci dal notaio
Ore cruciali per il futuro societario: corsa contro il tempo per le ormai imminenti scadenze
Marco Festa