Avellino

Clan Partenio 2.0, revocata la Scia a un bar, un ristorante e due autorimesse. Sulla base degli elementi forniti dal Nucleo Informativo dei Carabinieri di Avellino,  il Prefetto di Avellino Paola Spena ha richiesto al Comune di Avellino la chiusura di una nota attività di ristorazione del capoluogo irpino, permanendo gravi pericoli per l’ordine e la sicurezza pubblica. 

In Italia la criminalità organizzata investe, sempre di più, nel modo della ristorazione. Lo provano decine di inchieste della magistratura, i sequestri disposti come misura di prevenzione e, di recente, una nuova arma antimafia: la revoca della Scia, l’equivalente della vecchia licenza.

Lo straordinario strumento della revoca delle licenze sta continuando a dare i propri frutti: l’Autorità Amministrativa può anche solo in presenza di una serie di indizi in base ai quali sia plausibile ritenere la sussistenza di un collegamento con organizzazioni mafiose o di un possibile condizionamento da parte di queste, chiedere che il comune revochi la licenza ad attività commerciali.  Non è richiesta quindi la necessaria prova di un fatto, ma la valutazione che sussistano elementi per i quali sia deducibile il pericolo di ingerenza da parte della criminalità organizzata. 

Il provvedimento è arrivato dopo la revocate delle Scia anche ad un bar del centro di Avellino e a due autorimesse del medesimo capoluogo, quest’ultime già oggetto di sequestro penale nell’ambito dell’operazione “Partenio 2.0”. 

Intanto, è stato rigettato il ricorso per Cassazione per  l’annullamento della misura cautelare in carcere di Ernesto Nigro, definito dagli inquirenti  della Dda il boss dell’Alta Irpinia. Gli altri ricorsi verranno discussi l’11 febbraio. I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto condivisibile la decisione del tribunale di Napoli che ha confermato tutte le misure per gli indagati.