Tratta degli immigrati, continua il processo dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Salerno. Questa mattina in aula sono sfilati i testimoni dell'accusa, ovvero gli investigatori del comando provinciale dei carabinbieri che hanno seguito tutta l'inchiesta, coordinata dalla Procura.
Sul banco degli imputati 46 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, all’intermediazione illecita e sfruttamento di lavoratori con o senza permesso di soggiorno, alla riduzione in schiavitù e tratta di persone.
Hanno confermato le accuse i luogotenenti Maurizio Raciti e Cosentino Roberto, spiegando come sono arrivati a dimostrare il coinvolgimento degli imprenditori delle aziende agricole, il centro telematico di smistamento, risalendo al capo dell’organizzazione.
Tra i 46 imputati i più conosciuti sono il commercialista ed ex consigliere comunale Pasquale Infante di Eboli, considerato a capo del centro telematico di smistamento, e il marocchino Amezghal Hassan, soprannominato “apposto”, considerato dall’accusa capo dell’associazione criminosa, che negli anni ha visto arrivare in Italia decine di persone dal Marocco, in cambio di lavoro e di un permesso di soggiorno.
Secondo quanto emerso dalle testimonianze dei due carabinieri, che hanno lavorato e coordinato le indagini sul territorio tramite appostamenti, sequestri e intercettazioni, Hassan era il capo dell’organizzazione: gestiva, grazie alla collaborazione del commercialista Infante, le pratiche per il permesso di soggiorno dei giovani marocchini; prendeva contatti con i braccianti che, in cambio di denaro (dai 5mila ai 12 mila euro) venivano fatti arrivare in Italia con la convinzione di lavorare.
Hassan, insieme ad altri suoi collaboratori, gestiva anche i lavoratori sul posto. Li portava nei campi e percepiva guadagni dalla loro paga giornaliera. Durante il giorno, i braccianti, non venivano mai lasciati soli, c'era sempre qualcuno a controllarli e monitorarli.
Diverse le aziende agricole tra Eboli e la Piana del Sele sotto accusa che, stando a quanto emerso, non esitavano a contattare Hassan in caso di necessità.
L'inchiesta della Procura di Salerno prende le mosse dalla denuncia di due giovani marocchini. Nel 2015 raccontarono, con dovizia di particolari, come venivano sfruttati e maltrattati.
La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 12 marzo, per il contro esame della difesa. Sarà ascoltato in aula anche il comandante della prima sezione del Nucleo Investigativo di Salerno, Antonio Patruno.