“Che vuole le dica... ho portato mio figlio a scuola, non basta?”.
C'è poca voglia di parlare davanti al nido privato di Airola dove insegnavano le quattro maestre indagate per maltrattamenti (leggi qui). Le telecamere, installate dopo la denuncia di una mamma nel 2018, avrebbero ripreso scene scioccanti. Schiaffi, strattoni, bimbi lasciati in una stanza buia per punizione e perfino messi a testa in giù per aver pianto (leggi qui).
Ma il centro infanzia del paese caudino oggi è regolarmente in funzione e, a parte una riduzione del numero dei bimbi accolti (dovuti all'assenza delle maestre indagate che per ordine del gip non possono dimorare ad Airola), tutto va avanti.
Questa mattina tanti genitori hanno cercato un confronto con la titolare della struttura che non ha rilasciato dichiarazioni.
A parlare, invece, è il primo cittadino di Airola Michele Napoletano. “Una notizia che mi ha lasciato senza parole – commenta – perchè conosco bene le strutture sul territorio e la struttura in questione e ovviamente le persone all'interno. Si tratta di persone che non hanno mai dimostrato sbandamenti nel percorso della loro vita”.
Insomma incredulità e uno sconcerto tangibile. “Ho fatto visita in quel centro e ho trovato persone disponibili e sorridenti che svolgono il proprio lavoro con attenzione”. Poi Napoletano prosegue: “Ovviamente se la Procura è giunta a queste prime conclusioni vuol dire che ha elementi importanti. Ringrazio il Procuratore e le forze dell'Ordine che hanno condotto le indagini perchè salvaguardare i bambini e dar loro sicurezza è il compito delle istituzioni. Come padre credo sia necessaria massima fiducia in chi svolge queste attività. Se hanno sbagliato devono sicuramente pagare, i bambini e i loro genitori devono vivere in un clima di tranquillità e sicurezza necessario ad evitare traumi che un bambino si porta dietro, purtroppo, per tutta la vita”.