Dopo la proroga a mercoledì della scadenza fissata dalla Commissione FIGC in merito agli incartamenti da ricevere o integrare, inerenti alla solvibilità economica di alcuni dei soci dell'U.S. Avellino, ed un primo confronto tra i consulenti di parte per approfondimenti di carattere amministrativo, il futuro del club biancoverde non si definirà prima del prossimo lunedì. A meno di improvvise accelerazioni, il passaggio del cinquanta per cento di quote in possesso dell'amministratore unico Nicola Circelli e del socio di minoranza Andera Riccio nelle mani del presidente Izzo non dovrebbe concretizzarsi prima dell'inizio della prossima settimana e, ovviamente, salvo intoppi. Intanto, lo stesso Izzo, che questa mattina non ha risparmiato bordate e stoccate all'altra “fazione” all'interno della società, si sarebbe incontrato con gli imprenditori irpini che ha dichiarato essere pronti a subentrare al suo fianco in concomitanza con il potenziale addio di Circelli e Riccio.
Nel corso di un'intervista a 696 TV e Ottopagine.it, su esplicita domanda inerente al possibile ingresso nella compagine dirigenziale di Angelo Antonio D'Agostino, Carmine Marinelli e Carlo Matarazzo, Izzo ha dichiarato: “Non faccio nomi perché saranno le persone, una volta definita la situazione, a uscire fuori. Non mi sento di parlare per gli altri, ma non perché non ci sia sicurezza. Semplicemente, non posso essere io che dico, in questo momento, determinate cose. Le soluzioni ci sono. Il futuro dell'Avellino, con determinate persone, non può che essere radioso. Se, però, Circelli e Riccio non vanno via, l'Avellino rischia davvero grosso. Devono passarsi una mano sulla coscienza e andare via. La maggioranza delle quote? Allo stato attuale non ne ho neanche ragionato. Mi interessa salvare l'Avellino, mettere il club in sicurezza. Io sono abituato a lavorare in sinergia, quindi non mi interessa fare il padre padrone o altre cose. Mi interessa che un progetto, una volta partito, si porti avanti in maniera sera, onorando gli impegni.”