Un ulivo in quella che fu la sua scuola per ricordare Pasquale Campanello, agente di polizia penitenziaria freddato da quattro sicari sotto casa sua a Torrette di Mercogliano l'8 febbraio del 1993. Nell'anniversario dell'omicidio il ricordo e la commozione in una mattinata all'Istituto Agrario dei Cappuccini organizzata da Libera si mischiano alla rabbia perchè a distanza di 27 anni su quell'assassinio non è stata fatta ancora giustizia e il ministro Bonafede ha fatto sapere che in mancanza di nuovi indizi non può riaprire il caso.
“Uno Stato che non assicura la giustizia è uno stato che fallisce - dichiara con le lacrime agli occhi la vedova antonietta Oliva - Si parla di caso chiuso ma le norme vigenti non tengono conto che le ferite di noi familiari sono rimaste aperte per tutti questi anni. Con Libera abbiamo voluto che quegli ideali di Pasquale sopravvivessero a quei maledetti proiettili".
"Pasquale voleva fare l'enologo - le fa eco il dirigente scolastico Pietro Caterini - ha frequentato quest'istituto poi ha fatto la carriera nella polizia penitenziaria e oggi ricordiamo una persona ligia al dovere, che non si è mai piegata dinanzi a nulla”.
"Giornate come questa ci fanno riflettere sul fatto che la storia di Pasquale e altre vittime di camorra non abbiamo avuto la risposta più importante quella della giustizia dello Stato" - conclude la referente di Libera Avellino emilia Noviello.