Nusco

Si terrà domani l’autopsia di Carmine Bocchino, 35enne di Nusco, stroncato da un malore all’uscita di un bar di Montemarano, nella frazione di Ponteromito. Fatale un malore improvviso che non gli ha lasciato scampo. Il dramma nella tarda serata di venerdì. Il giovane si è accasciato al suolo, nei pressi di un locale pubblico. Vano il tentativo di rianimazione da parte dei sanitari del 118.

Secondo quanto ricostruito nelle ultime ore, Carmine si era recato nel locale per prendere un caffè. Aveva sorseggiato il suo caffè ed era uscito. Qualche secondo. Si era fermato per fumare una sigaretta. All’improvviso, si era sentito male e si era accasciato al suolo, morendo in pochi secondi.

Sarà l'autopsia a chiarire le cause del tragico decesso che ha sconvolto le comunità dell'Altirpinia. Alcune persone vicine al giovane uomo, raccontano che da alcuni giorni Carmine lamentava un dolore al braccio sinistro. Ma il 35enne pare non abbia dato peso alla cosa, ipotizzando un semplice indolenzimento muscolare, un fastidio riconducibile al suo lavoro di elettricista specializzato nella riparazione di lavatrici. 

Dolore e sgomento in paese per la tragica fine di Carmine, strappato alla vita così presto da un destino ingiusto. 

Tanti in queste ore i messaggi di cordoglio apparsi sui social. “Carmine era il nostro gigante buono dalla scorza dura – si legge sulla pagina Facebook dell’associazione sportiva Ponteromito -, . (...) è caduto il nostro gigante buono. È caduto senza avere la forza più di rialzarsi, come di chi cade solo una volta senza mai averlo fatto prima nonostante tutto. È strano avere a che fare con la morte, in generale lo è sempre, pensiamo che sia meno innaturale di altre quando ti tira a se ancora così giovane, lo è meno quando la tua o quella degli altri di vita sembra essere giunta al termine dopo tanti anni. In realtà la morte non lo è mai naturale per noi umani, che abbiamo la fortuna di vedere ancora il sole sorgere di nuovo; Non lo è perché è inaccettabile che qualcuno strappi dalla nostre vite la carne che ci appartiene. Perché se è pur vero che ad oggi le persone sembrano così lontane, dopo questa notte capiamo quanto una piccola comunità si tiene insieme da legami invisibili (...)  Carmine era il nostro gigante buono dalla scorza dura, quello di poche parole che però ci è stato sempre per tutti, quello che non badava al come ma alla sostanza delle cose. Ci mancherà la sua camminata blanda, quella sagoma che vedevamo arrivare dalla piazza, le mani sempre in tasca, la sigaretta sempre appoggiata tra le labbra e la testa sempre piena di pensieri.  (...)  È con un abbraccio forte che io e la squadra ti congediamo da tifoso e da tesserato, con gli onori che si riservano solo ai grandi uomini. E con un abbraccio forte che ci stringiamo a chi resta, alla tua famiglia e ai tuoi amici. Per sempre con noi il nostro dodicesimo uomo".