Salerno

Spopolamento e rischio estinzione per diversi comuni della Provincia di Salerno. Sono dati allarmanti quelli mostrati nel corso di un incontro nella sede salernitana della Cgil. Su 158 comuni di tutta la Provincia, circa 30 contano meno di mille abitanti e, negli ultimi dieci anni, le presenze su territorio di famiglie e aziende è stato drasticamente diminuito. 

Stando a quanto emerso nel corso della conferenza di questa mattina, i comuni dove si registra un numero maggiore di abbandono sono quelli del Cilento. Sulle aree interne, però, i sindacalisti della Cgil hanno deciso di andare oltre ai semplici dati, mettendosi in prima linea per creare iniziative e sviluppo.

Si terrà domani, infatti, un incontro nel salone di rappresentanza della Provincia di Salerno, alla presenza di Michele Strianese, presidente della Provincia di Salerno, Carmine Nardone, presidente Futuridea, Francesco Todisco, consigliere regionale delegato alle aree interne della Campania, Nicola Ricci, segretario generale Cgil Campania e Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata. 

L'obiettivo è quello di creare una strategia comune, un programma, che punti allo sviluppo dei borghi salernitani. Trasporti, sanità, scuola. Questi i temi che saranno affrontati nel corso dell'incontro. 

"Abbiamo delle proposte concrete per tentare di rivitalizzare queste aree", ha dichiarato Tavella. "Il problema riguarda anche la cura del territorio, l'abbandono di interi terreni non più coltivati aumenta il rischio idrogeologico. Inoltre, c'è da considerare un dato importante: la maggior parte dei residenti sono anziani. Abbiamo bisogno di servizi, trasporti, sanità, di rivedere il sistema scolastico, di un programma e di utilizzare nel migliore dei modi i fondi europei che sono destinati a queste aree".

La provincia di Salerno conta 158 comuni, 30 dei quali sono sotto i mille abitanti, solo 14 contano circa 5mila residenti. Negli ultimi dieci anni, i comuni nel territorio del Cilento hanno registrato un decremento del 4,1 per cento della popolazione. Nello stesso periodo i conduttori agricoli sono diminuiti del 53 per cento.

Un altro dato importante è quello sul numero di migranti che vivono nella maggior parte dei comuni della provincia. "I migranti ci sono e abbiamo bisogno della loro presenza. Non bisogna avere pregiudizi ma creare un progetto complessivo per tutte le aree interne. In modo da passare da una condizione di difficoltà ad una condizione di opportunità". Ha concluso Tavella.