Avellino

"Il decreto che potrebbe permettere l'accesso al pensionamento ai rimanenti ex lavoratori Isochimica , precedentemente esclusi, e' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale, per renderlo efficace mancano i decreti attuativi.

E' una buona notizia. Senza dubbio il decennale impegno di un gruppo ex operai da sempre in prima linea ha permesso il raggiungimento del risultato, il loro serio lavoro ha decisamente inciso affinché le istituzioni dessero una risposta concreta al dramma di centinaia di lavoratori, e alle loro famiglie, usati come carne da macello negli anni '80." E' quanto afferma in una nota il segretario di rifondazione comunista irpina Tony Della Pia. 

Ciò dimostra che quando le donne e gli uomini, le lavoratrici e i lavoratori si auto organizzano, assumono una coscienza di classe e lottano per i loro diritti e' possibile vincere!

Noi comunisti di rifondazione siamo dal primo minuto al loro fianco, il nostro contributo inerente alla strutturazione della lotta sociale è stato determinante, purtroppo la nostra assenza dalle istituzioni non ci ha permesso di incidere dal punto di vista legislativo, tuttavia, fermi nel raggiungimento dell'obiettivo ,mai abbiamo ostacolato per motivi ideologici il lavoro svolto dai parlamentari che si sono cimentati, abbiamo svolto il nostro lavoro politico denunciando, partecipando alle lotte, vigilando.

Oggi non ci imbarazza congratularci con i parlamentari irpini che hanno sollecitato il governo al fine di consegnare diritti e dignita' alle vittime di una mattanza di Stato. Detto ciò - conclude Della Pia - continuiamo a lavorare affinche' la vertenza raggiunga tutti gli obiettivi, la bonifica, gli esiti processuali , la destinazione d'uso dell'area di sedime dell'opificio, la vigilanza sanitaria per i lavoratori, le loro famiglie estesa anche alla popolazione restano delle incognite rispetto alle quali non possiamo abbassare la guardia."

Una vicenda che visto negli anni un grande impegno umano più che politico da parte del compianto ex segretario di Rifondazione Comunista Giovanni Maraia fino agli ultimi giorni della sua esistenza. Portano la sua firma i primi esposti in procura. E non a caso, a fargli visita per primi nella sua abitazione di via Conservatorio ad Ariano, il giorno della sua scomparsa furono subito proprio quegli operai a lui tanto cari.

I morti di quel disastro son ben 29. L'ultima vittima in ordine di tempo, un 66enne di Mercogliano, venuto a mancare a fine gennaio scorso.  L’uomo come suo cognato, che è deceduto due anni fa, aveva lavorato nella fabbrica di Elio Graziano negli anni 80 dall’83 all’88. Angelo, anche lui come gli altri, si era costituito parte civile nel processo di primo grado, in corso a Napoli.