Quattro anni a Massimo Lupo, 48 anni, 2 anni e 8 mesi a Carmine Giangregorio 43 anni, di Benevento - era ai domiciliari, è stato rimesso in libertà-, entrambi difesi dall'avvocato Antonio Leone. Sono le pene, patteggiate, decise dal gip Loredana Camerlengo – pm Flavia Felaco - per due delle cinque persone coinvolte a vario titolo nella doppia operazione antidroga condotta dalla Squadra mobile il 3 maggio ed il 3 luglio del 2019.
Per le altre tre: Cosimo Nizza, 45 anni, Antonella Spagnuolo, 48 anni, e Giuseppina Spagnuolo, 44 anni, anche loro della città- sono assistiti dallo stesso avvocato Leone (per Nizza e Antonella Spagnuolo con il collega Fabio Russo)-, è stata avanzata una richiesta di rito abbreviato condizionata alla trascrizione di alcune intercettazioni. Un'istanza sulla quale, dopo l'inevitabile astensione della dottoressa Camerlengo, per essersi pronunciata sui patteggiamenti, deciderà il 20 febbraio il giudice Vincenzo Landolfi.
Come si ricorderà, il primo blitz della Mobile era scattato a maggio, al rione Libertà, dove era stato fermato, mentre se ne andava in giro con un grosso cane corso, Giangregorio, sorpreso con una busta di cellophane contenente 100 grammi di cocaina che, secondo gli inquirenti, aveva prelevato in precedenza dall'abitazione di Nizza, nella quale si trovava la convivente Antonella Spagnuolo. Nell'appartamento erano stati rinvenuti circa 20mila euro, disseminati tra camera da letto, indumenti e mobili.
L'altro capitolo riguarda invece l'intervento di luglio, quando gli agenti erano entrati in azione, contemporaneamente, in casa di Nizza, dove erano stati sequestrati 120 grammi di cocaina, e alla contrada San Giovanni di Apollosa, dove abitano Lupo e la moglie, Giuseppina Spagnuolo. In quella occasione erano stati scovati, in una borsa frigo nascosta in un terreno, un chilo e 400 grammi di eroina ed un chilo e 200 grammi di cocaina.