Ma non si chiamava gay pride? Perché, adesso, lo chiamano solo pride?
Basta un giro su facebook il giorno dopo e la domanda tante volte ascoltata in questi giorni trova una risposta.
Pride significa orgoglio e, certamente, nella sua accezione originaria si riferisce all'orgoglio gay, ma adesso è l'espressione più usata da tutti quelli che hanno preso parte al Benevento Campania Pride 2015.
Orgogliosi di aver contribuito a una battaglia di civiltà.
Orgogliosi di aver sostenuto una lotta per l'umanità. Orgogliosi di non aver dato credito a chi urla allo scandalo sventolando il fantoccio della 'perdita dei diritti fondanti della società' e, al contrario, essere scesi in piazza per la conquista di diritti civili che riguardano tutti.
Orgoglioso di Benevento sembra diventato, nelle ultime ore, l'hashtag più in voga del momento.
È la città si è risvegliata più libera e felice dopo il riuscitissimo evento di ieri.
È un mantra di bacheca in bacheca. La dimostrazione che la società è pronta a quei cambiamenti che lo Stato ancora non concede.
E non è un caso che la riflessione sia partita da un gruppo di giovanissimi, il collettivo lgbt Wand che, il giorno dopo, si dice soddisfattissimo.
“Siamo soddisfattissimi della partecipazione e dell'entusiasmo che hanno accompagnato la manifestazione”.
E' il commento del giorno dopo per il Wand, collettivo lgbt che ha promosso e realizzato, insieme al coordinamento regionale, al Benevento Campania Pride 2015.
L'organizzazione ha stimato circa duemila presenze, le forze dell'ordine ne indicano meno di un migliaio. Di fatto resta una manifestazione riuscitissima. Una festa di musica, colori e gioia ma soprattutto una protesta per l'affermazione di diritti civili di importanza universale.
Il serpentone colorato ha attraversato i viali della città, senza scomporsi per l'acquazzone estivo che ha caratterizzato i primi momenti. Quindi il corteo è arrivato in piazza risorgimento per i saluti dal palco. Giulia Innocenzi e Carlo Gabardini hanno aperto i momenti delle testimonianze.
In piazza, all'imbarazzante assenza delle istituzioni, hanno sopperito le voci di esponenti autorevoli del movimento lgbt: presenti le famiglie arcobaleno con il presidente Giuseppina La Delfa, presente l'attivista Vanni Piccolo, la presidente del movimento identità transessuale italiano Porpora Marcasciano che é originaria del Sannio e ancora Daniela Lourdes Falanga, responsabile delle politiche transessuali per Arcigay Napoli.
n piazza anche il colore delle drag queen e l'ironia dei pastafariani ma anche e sopratutto tanti tantissimi beneventani.
E' Camilla Ranauro, dal Wand, a commentare la riuscita della manifestazione e a mettere in evidenza il messaggio di supporto giunto, dalla voce di una ragazza greca, a Benevento dal pride di Creta “che – ci spiega – quest'anno come noi viene presentato per la prima volta, il prossimo 26 giugno. E con la Grecia siamo gemellati”.
Il riferimento, infine, è a quelle leggi che lo Stato ancora non garantisce.
Mariateresa De Lucia