Una corsa contro il tempo. Il calvario dell'infortunio, il rientro in campo, l'indicatore del minutaggio che saliva man mano al pari della speranza di tornare protagonista. Poi l'esclusione decisiva a lungo avvolta nel mistero. Contro il Como avrebbe voluto esserci, aveva cerchiato la data sul calendario, posto il mirino su un giorno importante per le sorti di un'intera stagione. In molti si sono chiesti se fosse stato vittima di una ricaduta, di un attacco influenzale, di qualsiasi cosa che gli aveva poi impedito di giocare. Invece no, ad essere determinanti sono state due tra le parole più odiate da qualsiasi calciatore: scelta tecnica. La sorpresa, a un'ora da Benevento-Como, fu data dall'assenza del suo nome, Andrea Doninelli, non solo nell'undici iniziale ma anche tra le riserve. "Stavo benissimo, è stata dura da superare perchè dopo averne passate tante ci tenevo a dare una mano alla squadra".
Il tono di voce non è quello dei tempi migliori. Siamo pronti a scommettere che se potesse, il centrocampista cosentino sposterebbe avanti o indietro le lancette del tempo per proiettarsi di filata ad un periodo a caso della nostra storia, a patto che sia più tranquillo e meno tormentato degli ultimi dieci mesi. "L'infortunio ai crociati è stato un duro colpo, difficile da digerire. In quei casi, come ho già detto più volte in passato, contano tantissimo lo spirito di sacrificio e la forza di volontà. Per fortuna nessuna delle due cose mi è mai mancata, ho sempre tenuto ben chiaro l'obiettivo. Quando ho chiuso la stagione regolare contro Cosenza e Juve Stabia sentivo che la mia condizione fosse in crescendo, ero pronto per i play off. Le scelte ovviamente però non spettano a me e vanno accettate seppur a malincuore".
Fa male anche vedere in televisione una finale play off alla quale avrebbe potuto prender parte il Benevento. "Non ho parole, dico solo che agli altri le cose girano meglio di noi. Vedere il Como a un passo dalla B fa riflettere, soprattutto se pensiamo al percorso della squadra di Sabatini. Sia chiaro, credo che i lariani abbiano meritato di arrivare in fondo e che l'ossatura di squadra sia delle migliori, ma tutti quei pali, tutti quegli episodi a favore lasciano pensare. La fortuna gioca un ruolo determinante, non c'è niente da dire".
La strega quest'anno ne ha avuta poca nei momenti decisivi. "Credo che più dello scontro diretto abbia contato il turno successivo in cui noi impattammo in casa contro l'Aversa Normanna e la Salernitana riuscì a vincere a Lecce. Da lì in poi qualcosa è andato storto, ma la responsabilità è solo nostra, trovo davvero ingiusto contestare il presidente e la dirigenza".
La situazione del Benevento resta tutta da chiarire con il presidente Vigorito sul punto di cedere la società. Tra i circa mille attuali iscritti al gruppo "Vigorito presidente" creato da alcuni tifosi giallorossi figura anche lo stesso Doninelli. "Mi hanno aggiunto su Facebook e non può che farmi piacere avallare la tesi di chi sostiene che il presidente debba restare al timone. E' un imprenditore serio ma soprattutto una grande persona che ho avuto modo di conoscere in questi mesi. Se qualcosa non è andato per il verso giusto quest'anno la colpa non è attribuibile a lui che anzi ha compiuto immensi sacrifici. Auspico che le cose tornino alla normalità e che a prevalere sia la serenità di vivere il calcio come un gioco e un divertimento". Un augurio che Doninelli rivolge anche a se stesso dalla sua Cosenza dove si trova per rilassarsi dopo una stagione tribolata. "Doveva e poteva finire meglio, ma ora bisogna guardare avanti". Con spirito di sacrificio e forza di volontà. No, proprio non gli mancano.
Francesco Carluccio