Benevento

Partiamo da quel gol del Pordenone arrivato in chiusura della sfida di sabato scorso. Un gol ininfluente, dopotutto. Non per Pippo Inzaghi, che si è arrabbiato di brutto con i suoi giocatori: “Quel gol mi ha fato infuriare – dice in conferenza – non mi è piaciuto l'atteggiamento della squadra, si è riaperta una partita che andava addirittura chiusa col terzo gol”. Torna in mente l'Inzaghi giocatore, che segnava un gol e già pensava di poterne fare un altro. Altro che rilassamento. Ecco, lui non si rilassava mai. Quando contro il Novara scese in campo a San Siro per giocare la sua ultima partita, si allenò duramente fino al giorno prima, tanto che la mamma, che si aspettava solo una passerella, gli disse sorpresa: “Non vorrai segnare anche oggi?”. Ebbene sì, avvertiva ancora la meravigliosa ossessione del gol, avrebbe dato chissà cosa per chiudere mandando il pallone in rete. E per alcuni, come Superpippo, “volere è potere”: così contro il Novara mise a segno il gol della vittoria, l'ultimo della sua fantastica carriera di attaccante. 

Perchè, per Inzaghi non esistono tempi inutili nel corso di una partita: ogni secondo serve per provare a far gol e a puntare alla vittoria. Vorrebbe che questo concetto fosse assimilato appieno dai suoi ragazzi, che non si concedessero mai più una distrazione come quella avuta contro il Pordenone: cross da sinistra con scarsa opposizione, colpo di testa di Bocalon quasi in solitudine. Se il Benevento difendesse sempre così non avrebbe certo la migliore difesa d'Italia, perciò Pippo si è arrabbiato. Non ammette rilassamenti: si può anche perdere, perchè in un campionato come questo di serie B le insidie sono sempre dietro l'angolo, ma sempre lottando col coltello tra i denti.

IL RECORD DELL'ASCOLI. Avere 17 punti di vantaggio sulle inseguitrici potrebbe rilassare chiunque, proprio per questo Inzaghi non solo pungola i suoi nei duelli “tout court” con le altre squadre, ma anche ricordando nuovi record da raggiungere. L'ultimo è quello che avevamo indicato già nelle scorse settimane che appartiere all'Ascoli 77-78. Campionato a 20 squadre come oggi, ma sii giocava ancora con i due punti per la vittoria: equiparando lo “score” finale dei marchigiani ad oggi, scopriamo che la squadra bianconera avrebbe chiuso a 87 punti, mentre Catanzaro e Avellino, finite al secondo posto, ne avrebbero avuti 60. Come dire a 27 lunghezze di distanza, un abisso. Rapportato però alla 24. giornata la distanza tra sanniti e marchigiani è davvero minima: 18 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte per l'Ascoli, 17 vittorie, 6 pareggi e una sconfitta per la strega. Come dire 58 punti per l'Ascoli, 57 per il Benevento. Dunque un cammino simile. Il fatto è che nelle ultime 14 partite i bianconeri infilarono altre 8 vittorie (oltre a 5 pareggi e una sconfitta) con una continuità incredibile e chiusero con 17 lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici (61 a 44), che con la vittoria che vale 3 punti sarebbero appunto 27.

L'ENTELLA. Le ultime indiscrezioni parlano di possibile forfeit dei due difensori Chiosa e Poli, ma Boscaglia dice che la sua Entella ha “lavorato bene e vuole giocare una grande partita, cercando di non far esprimere al meglio il Benevento”. Dice anche che “in B non ci sono squadre imbattibili”, ma la forza del Benevento è l'umiltà e che “la squadra giallorossa è la più forte del campionato ed è con pieno merito in vetta alla classifica”.