Un ricorso in Cassazione, per chiedere di annullare la sentenza del Consiglio nazionale forense e di sospenderne nel frattempo l'efficacia, con una misura cautelare provvisoria adottata inaudita altera parte. L'ha presentato, attraverso gli avvocati Eugenio Carbone e Gianluca Caporaso, Alberto Mazzeo, dichiarato decaduto lo scorso 13 febbraio dalla carica di presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Benevento ed Ariano Irpino, al pari di altri otto consiglieri, per aver svolto due mandati consecutivi.
Come si ricorderà, il Cnf, dopo la discussione del 18 settembre dello scorso anno, ha accolto il reclamo presentato dai candidati di Rinnovamento, una delle due liste in campo alle elezioni dell'aprile 2019, annullando la proclamazione, oltre che di Mazzeo, di Antonio Lonardo, Alfredo Martignetti, Stefano Collarile, Francesco Del Grosso, Francesco Angeloni, Antonio Leone – lui e Lonardo non si erano costituiti nel giudizio -, Domenico Vessichelli, tutti della lista di Iniziativa forense, ed Elena Guida. Una decisione che, se non interverranno novità, si tradurrà nel subentro in Consiglio dei primi 9 non eletti: 4 di Iniziativa forense - Mario Palmieri, Angela Abbamondi, Giuseppe Romano e Umberto Zollo -, che mantiene comunque la maggioranza con gli attuali consiglieri Stefania Pavone, Marianna Corbo, Clelia La Brocca, Titti Calderazzo ,Vincenzo De Paola, Claudio Fusco, Domenico Vessichelli, Rory Zamparelli,Gerarda Viscione e Stefanina Paolo; e 5 di Rinnovamento -Daniela Miracolo, Assunta Ventorino, Fabio Pannone, Stefano Tangredi e Nazzareno Lanni- che raggiungeranno i già eletti Vincenzo Regardi, all'epoca indicato per la presidenza, Vincenzo Sguera e Nicoletta Camilleri.
Secondo Mazzeo, la sentenza va però annullata perchè ha ritenuto “che i mandati di durata inferiore ai due anni (termine espressamente previsto dall'art.3 co.IV Legge 113/201) dovevano 'interpretarsi coma mandati di natura legale; di talchè, ove anche essi fossero durati meno di due anni, come pacifico nel caso di specie, tale dato sarebbe un indifferente giuridico”.
Quanto alla richiesta cautelare, è motivata con la “curiosa accelerazione del procedimento” impressa dal “vicepresidente del Consiglio, Stefania Pavone, che ha convocato per giovedì il parlamentino forense, per la surroga dei consiglieri dichiarati ineleggibili, “nonostante l'annunciata proposizione della presente impugnativa e il più ampio termine (30 giorni) stabilito dal Cnf nella sentenza”. Insomma, nonostante le pronunce della Cassazione e della Corte Costituzionale, continua lo scontro. Mentre continua la ricerca di un nome per la presidenza che riesca, nel gruppo di maggioranza, a fare sintesi tra le diverse esigenze. Tre i nomi in campo: oltre a Pavone, Claudio Fusco e Vincenzo De Paola. La spunterà qualcuno di loro oppure la scelta ricadrà su altri, magari al termine di un confronto con la minoranza guidata da Vincenzo Regardi?