Benevento

I vizi e i paradossi prodotti della psicosi coronavirus emergono in queste ore concitate in cui inevitabilmente la confusione è tanta. Vizi che riguardano le procedure e le precauzioni decise a vari livelli, che in alcuni casi cozzano tra loro. Ne è un esempio il caso segnalato da una mamma di una concorsista originaria del Sannio ma residente al nord per lavoro.
“Domani c'è un concorso a Napoli alla Mostra d'Oltremare: verranno molte persone dal nord Italia, era opportuno farlo svolgere comunque?”
Preoccupa dunque lo svolgimento delle procedure concorsuali con un grande afflusso di persone che resteranno per un lasso di tempo più o meno lungo nello stesso luogo, chiuso. E soprattutto, se il concorso si svolge liberamente e senza limitazioni, senza controlli e preocauzioni a dire della signora, ciò cozza con altre limitazioni: “Perché un concorso del genere con più di 500 candidati da tutta Italia si può svolgere liberamente e senza limitazione e mia figlia che viene da nord per fare un concorso, fermandosi a casa, deve comunicare i suoi spostamenti alle istituzioni e semmai starsene pure in quarantena? Non è un paradosso assoluto?”.