Benevento

Vengo o non vengo? Non venga, gli hanno consigliato. Se ne stia a casa, se ne parlerà la prossima volta. Meglio prevenire, ci mancherebbe. Del resto, era stato proprio lui, che aveva chiesto di essere interrogato oggi in un rito abbreviato, per tentata estorsione, a suo carico e di altre due persone, a scrivere al giudice per avere lumi sul da farsi.

Il motivo? Un viaggio a Venezia, per il Carnevale, tra il 22 ed il 24 febbraio. Una delle zone a rischio per il Coronavirus, dalla quale un imprenditore nel settore ittico della provincia di Napoli è tornato alcuni giorni fa. Non ha sintomi sospetti, ma ha pensato bene di informare chi di dovere sulla sua permanenza nel Veneto. Perchè la prudenza, in questi casi, non è mai troppa. Assenza peraltro giustificata, la sua, superata dal legittimo impedimento di uno dei difensori. Stamani in Tribunale c'era il figlio, anch'egli imputato al pari del papà: anche lui è tornato alla base, ritorneranno insieme a Benevento ad aprile.

Un episodio che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, la preoccupazione che si respira in giro per un'emergenza che sta tenendo un Paese con il fiato sospeso. I vertici di Tribunale e Procura hanno alcuni giorni fa adottato una ordinanza con la quale hanno raccomandato l'accesso alle aule solo delle persone strettamente interessate, dalla Corte di appello sono giunte alcune linee guida per gli uffici del Distretto in relazione allo svolgimento delle udienze.

Le prime conseguenze questa mattina, con la decisione di trasferire all'esterno, nel corridoio al primo piano, una scrivania con i fascicoli a disposizione degli avvocati, che si sono inevitabilmente affollati attorno alla stessa, per una udienza civile celebrata con presenze in aula limitate, di volta in volta, agli interessati.